Conferenza stampa, Dionigi: "Frosinone meritatamente primo. Affrontare la capolista uno stimolo in più"
A 48 ore dalla sfida del Benito Stirpe tra Frosinone e Reggiana ha parlato in conferenza stampa per gli ospiti il tecnico Dionigi. Queste le sue parole:
Mister, dopo l’ennesima sconfitta come riesce a parlare alla squadra?
«Parlare è difficile, soprattutto per come sono avvenute queste sconfitte. Rischieremmo di raccontarci sempre le stesse cose e non è nemmeno giusto ripetere continuamente la stessa storia. Dobbiamo prendere atto che ci stanno costando tantissimo errori clamorosi, che ci hanno fatto buttare via quanto di buono era stato fatto. Non c’è stata una partita in cui la Reggiana non abbia giocato, spinto per 90 minuti, creato e spesso giocato alla pari o meglio dell’avversario. La realtà però è questa, e darsi una risposta oggi non è semplice».
Affrontare il Frosinone può essere uno stimolo in più?
«Sicuramente sì. Giochiamo contro la capolista, che ha meritato il primato, e gli stimoli sono altissimi. All’andata meno di due mesi fa avremmo meritato di più e quella partita ci aveva dato certezze, pur persa per un singolo episodio. Non è vero che non si ha nulla da perdere: nel calcio non funziona così. Ma te la puoi giocare a viso aperto. Il Frosinone ha perso pochissimo, contro squadre fortissime come Venezia e Monza. Io sono sereno perché ho sempre visto la Reggiana giocare, lottare e creare. Spero solo che abbiamo finito i regali: su questo stiamo lavorando e in settimana ho visto i ragazzi più consapevoli di quanto sta accadendo. Spero che questo lavoro sui particolari lo portino in campo sabato».
Che Frosinone si aspetta, anche senza Calò?
«Calò è un giocatore forte, che ho allenato a Cosenza. Dà geometrie e fa girare il centrocampo. Il Frosinone però è una squadra che ruota molto, interscambia, occupa bene gli spazi e non dà punti di riferimento. Aggredisce a uomo quando non ha palla e riparte forte. Ha pochi punti deboli, lo dice il suo percorso. All’andata siamo stati bravi a metterli in difficoltà; in casa loro avranno una spinta iniziale forte, ma fa parte del gioco. Dovremo preparare una partita intelligente, cercando di arginare alcune loro situazioni e di capire in quali zone del campo possiamo metterli in difficoltà».
Situazione infortuni e rosa a disposizione?
«Bertagnoli e Bonetti non ce la fanno a recuperare. Sampirisi ha avuto un risentimento quando è entrato col Cesena, ma sembra meno grave del previsto».
Torniamo su Motta, tema inevitabile…
«Edo ha fatto un percorso più che buono fino ad ora. È chiaro che qualche errore singolo lo stanno commettendo soprattutto i più giovani e questo va messo in preventivo. Non buttiamo la croce addosso a nessuno: non è lo stile della società, né il mio, né penso della stampa. Siamo per dare una mano in più, non una mazzata. Però è anche vero che ora dobbiamo affidarci a qualche certezza in più, mettere esperienza, malizia, quel saperci stare che in alcune occasioni ci è mancato».
Sta quindi valutando una pausa per Motta?
«Sto facendo valutazioni che non riguardano solo quel ruolo. Le farò con serenità, come sempre. Ho messo in campo Conté che è un 2007 contro il Venezia, quindi non ho problemi a far giocare i giovani, ma a un certo punto alcune scelte vanno considerate. Vedremo in questi due giorni che ci separano dalla partita, poi decideremo».
Pensa a modifiche tattiche nonostante le poche alternative?
«In questo momento siamo questi e dobbiamo fare di necessità virtù. L’identità della Reggiana è chiara e si è vista dall’inizio. Dobbiamo alzare un’attenzione maniacale: non so nemmeno definire certi errori, ma spero che la partita con la capolista ci dia quello che ci è mancato negli errori commessi dai singoli».
Il mercato vi ha privato di qualcosa?
«Abbiamo avuto delle cessioni e, salvo sorprese dell’ultimo minuto, non credo arriverà nessuno per sabato. Però ci stiamo lavorando e c’è la consapevolezza che la Reggiana abbia bisogno di rinforzi, sia per sostituire chi è andato via sia per migliorare in alcuni settori».
Quanto incide sulla serenità del gruppo?
«Ha inciso, sarebbe falso dire il contrario. Le ultime partenze e le voci che circolano hanno influito sulla testa di qualcuno. Mancano dieci giorni e speriamo che non ci siano altre influenze negative. Mi appello alla professionalità di tutti».
Quali sono le priorità in entrata?
«Con società, direttore e presidente siamo in sintonia. Servono rinforzi un po’ in tutti i reparti: centrocampo, difesa e davanti. Parliamo di tre, quattro, forse cinque profili, per completare e rinforzare dove abbiamo evidenziato lacune. Sarebbe meglio farlo subito, ma le dinamiche di mercato sono queste. Individuare giocatori pronti non è semplice».
Capitolo uscite: teme altre partenze?
«Le voci sono continue. Preferisco non dire nulla e concentrarmi su chi abbiamo. Spero finisca presto e di portare a casa i profili individuati dal direttore. Il calcio oggi porta sorprese, ma non è detto che i cosiddetti big vadano via».
Il mercato risolve davvero i problemi?
«No. Li risolve a livello numerico, ma non basta. I nuovi vanno inseriti con calma. In questo momento dobbiamo contare su chi c’è, ricondizionare chi ha giocato poco come Belardinelli e Bolzhanaj. Poi vedremo cosa accade nelle prossime ore nei vari ruoli».
Dopo cinque sconfitte di fila, a Frosinone si va per vincere come ha auspicato il presidente Salerno o per interrompere la serie negativa?
«Bisogna interrompere la striscia negativa, ma la Reggiana non può andare a Frosinone pensando di non prenderle. Non significa snaturarsi o fare una partita diversa: la Reggiana ha sempre giocato per fare il risultato pieno con qualche blackout. Sappiamo la difficoltà di questa sfida, ma si va per fare risultato».
La presenza dei tifosi in trasferta potrà darvi una mano?
«È importante e ci responsabilizza ancora di più. A volte fuori casa ci sono mancati molto, quindi sono ben contento che vengano a sostenerci».
L’esperienza dell’anno scorso può aiutare la Reggiana a uscire da questo momento?
«Assolutamente sì. Questa è una squadra viva. A volte mi chiedo come abbiamo fatto a perdere cinque partite. L’esperienza dell’anno scorso mi è servita molto: basta poco per ripartire e fare un filotto. Spero anche di poter avere tutti a disposizione per giocare due partite di fila con gli stessi uomini: tra infortuni, squalifiche, influenze ed episodi più o meno fortunati di campo, tutto si è concentrato in questo periodo. Speriamo di lasciarcelo alle spalle».
Dal punto di vista atletico come sta la squadra?
«Stiamo bene e i dati lo dimostrano. Contro il Venezia, squadra fisicamente fortissima, nella ripresa stavamo spingendo. Anche contro il Cesena abbiamo spinto per 90 minuti. Dobbiamo aumentare ancora l’intensità, ma sotto questo aspetto sono tranquillo».
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