Stirpe attacca il sistema: "La disparità tra A e B aumenta, le regole sul vincolo dei giovani vanno cambiate"

06.06.2026 17:30 di  Tuttofrosinone Redazione  Twitter:    vedi letture
Stirpe attacca il sistema: "La disparità tra A e B aumenta, le regole sul vincolo dei giovani vanno cambiate"
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© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Il Festival della Serie A a Parma è stato la vetrina ideale per una profonda ed esigente riflessione sullo stato di salute del calcio italiano. Il Presidente del Frosinone Maurizio Stirpe ha lanciato un duro atto d'accusa contro l'attuale gestione del sistema, evidenziando come la mancanza di solidarietà e le normative vigenti stiano penalizzando l'intero movimento nazionale, riflesso evidente anche nei risultati della Nazionale maggiore.

"Volevo dare un dato" — ha spiegato Stirpe — da quando la Lega di A e la Lega di B si sono separate abbiamo partecipato a due mondiali, 2010 e 2014, uscendo in modo indecoroso, e poi siamo rimasti a casa nei successivi mondiali. È aumentata la disparità tra il campionato di A e B, non c'è solidarietà tra le leghe e tra nessuno perché è una lotta senza quartiere. Una volta la B aveva una qualità più elevata, oggi si fa sempre più fatica e la distanza tra le due leghe aumenta in maniera siderale. Tutto questo fa malissimo al calcio. Non andiamo ai mondiali, non abbiamo gli stadi, non abbiamo i settori giovanili, forse qualcuno dovrebbe rivedere qualcosa".

Il patron giallazzurro ha poi affrontato il tema del prossimo corso della FIGC e del ruolo che la politica governativa dovrebbe assumere per tutelare i club che investono sui vivai, portando come esempio parziale anche l'amara retrocessione della Primavera ciociara: "Nuovo presidente della FIGC, sarà probabilmente Malagò? Non penso che basti un uomo solo al comando senza cooperazione del mondo che deve governare. Ci deve essere un programma condiviso da tutte le componenti con poche cose da fare, che siano essenziali, ma quelle vanno fatte. E in quelle cose dove l'ordinamento sportivo non può intervenire perché non ha lo strumento per farlo, deve intervenire il Governo. Faccio un esempio sul betting dove tutti scommettono, tutti guadagnano meno chi produce l'evento, è assurdo".

Un passaggio cruciale è stato dedicato alla riforma del vincolo sportivo, vera e propria nota dolente per le società che fanno della linea verde il proprio core business: "La legge sul vincolo dei giovani... Chi sviluppa un settore giovanile rischia di perdere il calciatore dopo due anni di addestramento. Queste cose le deve decidere il governo. Com'è il settore giovanile del Frosinone? L'unico neo è la retrocessione in Primavera 2. Avevamo una buona base che non è bastata. Poi invece quelle cose che riguardano i rapporti di complicità e solidarietà li si devono mettere d'accordo tutti quanti, tutti fanno un passo indietro e il sistema fa un passo in avanti avendo come punto di riferimento i tifosi. Non dimentichiamo che il calcio è dei tifosi, non dei presidenti, senza di essi non avrebbe modo di esistere".

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