Il paradosso dei Playoff: quasi 30 punti di distacco e il rischio di restare al "palo". La Serie B che punisce il merito
La classifica della Serie B, a tre giornate dalla fine, ci regala un verdetto matematico certo (la disputa dei playoff) ma apre una riflessione profonda sulla giustizia sportiva di questo format. Se il campionato finisse oggi, ci troveremmo davanti a un paradosso statistico che definire "beffardo" sarebbe un eufemismo.
Un divario abissale
Guardando la graduatoria, il dato che salta all'occhio è la voragine che separa le prime tre della classe dal resto della compagnia:
Frosinone e Monza: 72 punti
Cesena (8° posto): 44 punti
Carrarese e Avellino (9° e 10° posto): 43 punti
Il Frosinone di Max Alvini ha accumulato ben 28 punti di vantaggio sul Cesena, l'ultima squadra che ad oggi avrebbe accesso alla post-season. Parliamo di un distacco che equivale a quasi dieci vittorie di differenza, un abisso tecnico e di costanza che però, per il regolamento, rischia di essere azzerato in una singola notte di maggio.
La beffa del regolamento
Come noto, i playoff si disputano perché il distacco tra la terza (Frosinone a quota 72) e la quarta (Palermo a quota 68) è di soli 4 punti, ben lontano dalla soglia dei 15 punti necessari per annullare gli spareggi.
Questa situazione trascina nel "calderone" della promozione anche squadre che hanno disputato un campionato totalmente diverso. Club come il Cesena, l'Avellino o la Carrarese, che viaggiano con una media punti decisamente inferiore, si ritroverebbero a lottare per la Serie A con le stesse probabilità di chi, come i giallazzurri, ha dominato la scena per 35 giornate.
Il merito sportivo ai voti
È giusto che una stagione da record, fatta di 20 vittorie e una media gol spaventosa, debba essere rimessa in discussione in un mini-torneo dove un episodio, un dettaglio o un fischio arbitrale possono cancellare il lavoro di dieci mesi?.
Il rischio è che la Serie A venga conquistata non da chi ha dimostrato di essere il più forte nel lungo periodo, ma da chi arriva più fresco o fortunato a un appuntamento da "dentro o fuori". Il Frosinone ha il dovere di cercare la promozione diretta anche per evitare questa ingiustizia aritmetica: 28 punti di distacco, ad oggi, sono una sentenza di superiorità che solo la "sentenza" del campo, in queste ultime tre finali, deve trasformare in realtà senza passare per i rischi dei playoff.
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