Alvini a DAZN: "Firenze per me rappresenta tanto. Identità e coraggio per salvarci"

29.08.2026 18:00 di  Stefano Martini  Twitter:    vedi letture
Alvini a DAZN: "Firenze per me rappresenta tanto. Identità e coraggio per salvarci"
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Così Alvini nel pre-partita ai microfoni di DAZN:

Proviamo a entrare nei dettagli della partita, perché per lei è una gara speciale. Si può dire che è un po' fiorentino: ha tifato Fiorentina nel giorno dei cent'anni. Viene qua per rovinare un po' questa festa oggi?

«No, Firenze per me rappresenta tanto. È il posto dove sono nati i miei figli, ci sono tante situazioni. Questo stadio ci ha visto tante partite. Ho abitato a Firenze nel 2005, per un anno, quindi venire qua è motivo di soddisfazione. Venirci in Serie A è tanta roba, da questo punto di vista. Poi, in un giorno così speciale, è bello.»

Mister, ci vado sul campo. La prima partita ha già dimostrato, cioè la squadra ha già dato l'idea di voler seguire comunque i principi che vi hanno portato a vincere l'anno scorso in campionato: con coraggio, aggressività, anche in Serie A, di fronte a un avversario come la Juventus. Questa mi sembra che sia la strada che volete percorrere, nonostante chiaramente la categoria e l'avversario.

«Conosciamo questa strada, ha dato risultati e la affrontiamo anche con avversari più forti. Domenica abbiamo fatto una buona partita, nel complesso, con una squadra molto forte come la Juventus. L'abbiamo tenuta viva, la partita. Potevamo andare sotto di più nel primo tempo, ma lì secondo me è venuta meno un po' di esperienza in noi. Però abbiamo fatto una partita efficace da certi punti di vista. L'importante è che tu, allenatore, abbia le idee chiare su quello che vuoi trasmettere e cerchi di trasmetterlo alla squadra. Quella è un'identità precisa, c'è un lavoro importante. Quella è la strada che ci siamo messi nella testa per voler provare a salvarci.»

A che punto sono arrivati i ragazzi? Perché sappiamo che le sue richieste non sono banali e ci vuole un po' di tempo.

«Quello è il lavoro di un allenatore oggi. Tu devi allenare 14-15 giocatori nuovi su dei concetti. Non è che tu apri una bustina delle figurine e attacchi i giocatori nelle squadre. Oggi costruire una squadra è un puzzle, è un lavoro. La squadra si costruisce da questo punto di vista. I giocatori nuovi sono benvenuti. È un piacere allenarli, perché ci sono anche calciatori che hanno un curriculum importante. Ma c'è da fare un lavoro importante dentro il campo, in allenamento, per migliorarli e per renderli efficaci in quello che vogliamo fare. Quella è la strada. Ci vuole un po' di tempo, ma io sono contento di questo. Dove posso determinare, il campo, è lì che voglio determinarmi.»

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