Frosinone-Perugia, Giannitti a RadioDay: "Ringrazio tutti i tifosi! Mi hanno riservato un'accoglienza stupenda"

13.09.2021 14:30 di Tuttofrosinone Redazione Twitter:    vedi letture
Frosinone-Perugia, Giannitti a RadioDay: "Ringrazio tutti i tifosi! Mi hanno riservato un'accoglienza stupenda"
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© foto di Federico Gaetano

Nel post partita di Frosinone-Perugia, è intervenuto su RadioDay durante la trasmissione "Dallo Stadio allo Studio" l'ex ds del Frosinone calcio, ora al Perugia, Marco Giannitti. Queste le sue parole:

"Ringrazio tutto il popolo giallobù perchè mi hanno riservato una cosa che ancora sento nella pelle. Mi hanno riservato una cosa stupenda, vorrei ringraziarli uno a uno, abbracciarli uno a uno. Qquando si è lavorato in un posto non si comprende quanto sia stato apprezzato il proprio lavoro fin quando a distanza di tempo non si torna lì. E' un legame importante, l'ho scritto nella mia lettera d'addio, è un legame che non si spezzerà mai"

Quale i calciatori che hai portato a Frosinone ti ha inorgoglito di più?

"Uno in particolare non c'è, in cinque anni ne sono passati tanti di calciatori. Certo che quando a distanza di anni questi calciatori cambiano casacca, cambiano città e citano ancora il direttore questo rimane. Al di là del professionismo il rapporto umano è importante ed è quello che rimane. Sono tanti che hanno scritto la storia con noi. Senza binomio città-calciatori non sarei riuscito a vincere niente"

Quale trattativa è stata la più difficile?

"Io nei cinque anni di Frosinone sono stato all'Università perchè quando hai un presidente come Stirpe che in ogni trattativa ti facilità perchè la fa insieme a te, non ha bisogno di nessun appoggio diventa tutto semplice. Credo che le trattative più importanti siano merito del presidente Stirpe perchè le ha condivise tutte insieme a me. Abbiamo condiviso tutto insieme, le vittorie, le sconfitte, calciatori e allenatori. Stare con il presidente Stirpe è come andare all'università e io ho imparato tanto"

Quale il tuo rammarico?

"Lo dirò fino alla fine, mister 100 milioni perchè Alisson era nostro. Bisognerebbe scrivere un libro e saperle certe cose. Questa è stata una trattativa che con il presidente siamo andati a farla a Roma ed è stato un grandissimo rammarico perchè avremmo portato a Frosinone un calciatore che è poi stato venduto a 75-80 milioni. E' stato il mio rammarico più grande perchè avremmo portato a Frosinone il portiere più forte del mondo"

Quanto è stato bello veder crescere una realtà?

"Io ho un episodio che mi sta a cuore, non penso tanto ai 400 tifosi di Frosinone-l'Aquila in Serie C e potrei poi fare il balzo con i 10000 dell'Olimpico. Credetemi però, quando noi abbiamo dato quell'impronta che potevamo fare qualcosa di grande è stato quando ho visto i tanti bambini con la sciarpa al collo che rispondevano "Del Frosinone" alla domanda "Di che squadra sei?" . Questa è una cosa che mi porterò dentro per sempre perchè da quel momento i bambini andavano a scuola e tifavano Frosinone al pari di altri che tenevano per Juve, Milan o Inter. Sapere di aver creato una generazione di tifosi che potranno vantarsi della Serie A mi rende orgoglioso e spero che il Frosinone e il presidente Stirpe torneranno in A perchè lo meritano".

Campionato vinto da Longo era più difficile di quello vinto da Stellone perchè c'era più pressione?

"Il campionato giocato con mister Longo era da vincere a tutti i costi e per me Moreno (Longo ndr) ha fatto un capolavoro. Noi venivamo da una delusione enorme con un'allenatore esperto e vincente (Marino, ndr). Dopo la delusione ho voluto un emergente perchè quelli emergenti hanno fame. Prendersi una matassa come quella della delusione dell'anno prima, con una mentalità da ricostruire, il dover entrare nel dna dei calciatori, creare una simbiosi con i tifosi non era semplice e pensando anche alla sconfitta con il Foggia io credo che Longo ha fatto un capolavoro. Vi racconto un aneddoto: a Palermo sono entrato nello spogliatoio e ho detto tre parole "Ragazzi se vi conosco un pochino noi stiamo in Serie A! Sul pullman, in aereo o domani ascoltatevi le parole di Nestorovski e se vi conosco noi stiamo in Serie A". Al mister dissi: "Non fare nulla in allenamento questa settimana, stiamo in serie A. Stai tranquillo che sento il dna dei calciatori e del popolo giallazzurro che ci trascine". Quella è stata la scintilla che ci serviva"

Aiutato dall'essere stato calciatore?

"Sicuramente si. E' diverso ma certamente essere stato negli spogliatoi aiuta a capire i momenti. Io capivo gli sguardi, capivo chi aveva bisogno di aiuto chi stava in fiducia e chi invece dovevi lasciar stare. I calciatori sono essere umani e dallo sguardo capivo chi magari aveva bisogno di staccare la spina due-tre giorni. Avendo fatto il calciatore sicuramente ero facilitato in queste situazioni. Credo che il ruolo fondamentale del ds stia nella gestione della settimana e mi dispiace che questa cosa stia un po' sparendo. Un calciatore bravo lo vedono tutti, ma è nella gestione della settimana la questione importante. Il coprire l'allenatore e i calciatori è fondamentale perchè ogni virgola può mandare in fumo un progetto"

Se un giorno arrivasse una chiamata, torneresti a Frosinone?

"Quando si dice che un legame non si spezzerà mai..."