L'ANGOLO DEL TIFOSO – Guido Pavia: “Per i play off serve un cambio di passo”
Per la nostra rubrica "L'angolo del tifoso", dedicata ai supporter giallazzurri, abbiamo il piacere di intervistare Guido Pavia, un tifoso molto appassionato della squadra canarina.
Allora Guido, per conoscerti un pò meglio, da quanto tempo segui il Frosinone e da dove nasce la tua passione?
“Seguo il Frosinone assiduamente dal lontano 2003, cioè dall’insediamento del Presidente Stirpe, ma avevo seguito alcune partite nel vecchio glorioso Matusa, dove mi portava mio padre. Direi che è lì che ho messo – le radici -. Prima del lockdown di un anno fa, occupavo stabilmente un posto nella tribuna Est insieme ad un mio amico, poi insieme ad altri tifosi si è creato un bel gruppo dove ognuno dice la sua”.
Ormai siamo in una fase del campionato in cui non ci si può permettere di fare passi falsi. Pensi che ai canarini possa riuscire di agguantare i play off?
“Penso che la squadra sia stata costruita proprio per questo scopo, ma ciò dipende interamente da noi. Se il Frosinone riesce a cambiare passo e dare quell’agognata continuità di risultati tutto sarà possibile, anche perché vedo un campionato piatto, in cui tutte le squadre faticano a portare a casa 3- 4 risultati utili consecutivi. Secondo me incide molto il fatto che si giochi a porte chiuse, io ho giocato a calcio nei dilettanti e posso affermare che il pubblico è fondamentale in uno sport come il calcio”.
Le prossime partite con Brescia, Chievo e Lecce saranno decisive. Credi che il Frosinone possa finalmente infilare un filotto di risultati utili?
"Penso di sì, questo è il cosiddetto crocevia del campionato, se effettivamente si portano a casa punti pesanti, questi saranno decisivi per raggiungere i play off. In caso contrario sarà bene rimanere lontano dalle parti basse della classifica e pensare alla prossima stagione. La mia speranza è di tornare allo stadio, che davvero mi manca molto”.
Veniamo alle note dolenti del campionato. Riesci a spiegarti il motivo per cui il Frosinone non riesce a vincere in casa?
“Da abbonato e tifoso accanito ho sempre seguito le partite in casa, qualcosa avevo notato quando cambiammo stadio per giocare allo Stirpe. Qui non si trasmetteva lo stesso calore del Matusa e non mi spiego il motivo. Negli anni scorsi qualche scivolone in casa si faceva, ma quest’anno forse, proprio per la mancanza dei tifosi, le cose sono peggiorate. Penso che un conto è perdere davanti a 10mila tifosi, e un conto è perdere, con tutto il rispetto per Pordenone e Cittadella, difronte a 2mila spettatori”.
Delle prime undici squadre in classifica, i ciociari sono il peggior attacco con sole 28 reti all’attivo. Pensi che questa anemia del reparto avanzato sia attribuibile all’atteggiamento tattico adottato?
“Non penso che il modulo migliore sia il 3-5-2 oppure il 4-3-3, ma dipende dai giocatori che vanno in campo. Per il Frosinone, perdendo prima Ciofani e poi Dionisi, giocatori di assoluto livello, non era semplice sostituirli con elementi di pari valore. I nomi che giravano erano calciatori che costavano molto, e sinceramente concordo con le scelte della società che ha puntato su giocatori stranieri e giovani nostrani che, in prospettiva potrebbero diventare interessanti. Credo che un bel colpo sia stato l’acquisto di Iemmello, che a me è sempre piaciuto. Per ora credo che ci sia bisogno solo di un certo affiatamento tra i giocatori, visti i tanti cambiamenti”.
Anche il reparto arretrato non è così ermetico come lo scorso anno, che ricordiamo, è stato il secondo meno battuto del campionato con 38 gol subiti. Cosa è accaduto, secondo te, nella retroguardia giallazzurra?
“Penso che il rendimento del reparto difensivo sia stato influenzato in parte anche dal Covid, specie quando ha colpito molti giocatori. Spesso vedevo sotto tono anche il centrocampo, e se soffre il reparto mediano, di conseguenza soffre anche la difesa senza un adeguato sostegno. Questo posso affermarlo da ex calciatore”.
Il nuovo corso del settore tecnico con l’arrivo di Angelozzi, pensi possa rilanciare i canarini per traguardi futuri ambiziosi?
“Sinceramente mi fido del Presidente, imprenditore di assoluto valore che ci invidia tutta Italia. Da quando è lui al timone il Frosinone è cresciuto in modo esponenziale. I tifosi ciociari si sono, per così dire, imborghesiti, ossia non si accontentano più della serie B ma vorrebbero competere sempre per la serie A. Nel calcio però nulla è scontato e a volte possono capitare stagioni un po' scialbe. Guido Angelozzi non lo scopriamo di certo oggi, è un DT con esperienza che ha raggiunto obiettivi importanti. Mi fido di lui e lavorerà anche sui giovani, cosa necessaria nel calcio post Covid, dove i soldi che circoleranno saranno certamente di meno rispetto al calcio pre Covid, insomma si dovrà andare verso una direzione per un calcio sostenibile”.
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