Boban elogia solo il Como? Si è dimenticato il Frosinone di Alvini e delle sue idee
Le parole d'amore di Zvonimir Boban per il Como e per il lavoro di Cesc Fàbregas, rilasciate in una recente e stimolante intervista sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, offrono indubbiamente spunti di grande interesse sulla direzione intrapresa dal pallone moderno. L'ex campione croato ha indicato nella formazione lariana l'unica vera eccezione virtuosa nel panorama italiano in termini di coraggio, idee, velocità e rifiuto dei vecchi dogmi tattici, lamentando una generale propensione del nostro movimento a rifugiarsi in difese a tre e tatticismi prudenti.
Un'analisi affascinante, che tuttavia si scontra fragorosamente con la realtà del campo e con quanto ammirato negli ultimi quattordici mesi. A voler essere rigorosi e attenti conoscitori delle dinamiche della Serie B prima e del nuovo corso della Serie A poi, viene da pensare che l'illustre Boban si sia perso un pezzo fondamentale per strada: il Frosinone di Massimiliano Alvini.
Parlare di monopolio del Como in termini di idee propositive, coraggio e identità offensiva significa ignorare totalmente il lavoro monumentale svolto in Ciociaria. Da oltre un anno la squadra giallazzurra scende in campo con un'idea di calcio radicale, moderna, fatta di aggressione alta, intensità debordante, ricerca costante del palleggio e una spiccata propensione a fare la partita contro chiunque, a prescindere dal blasone dell'avversario o dalle difficoltà del momento. Lo si è visto in modo sfacciato e ammirevole anche nella recente notte di Coppa Italia contro il Sassuolo, dove un Frosinone imbottito di volti nuovi e ragazzi arrivati da una manciata di giorni ha imposto la propria identità senza speculare di un centimetro.
Il calcio coraggioso, offensivo e fuori dagli schemi tradizionali del conservatorismo tattico italiano non abita soltanto sulle sponde del lago di Como. In Ciociaria, la mano di Alvini e del suo staff ha plasmato un laboratorio di idee e velocità che meriterebbe ben altra attenzione nei salotti televisivi e sulle pagine dei quotidiani nazionali. Magari anche Boban, potrebbe dare un'occhiata maggiore allo Stirpe: il futuro del calcio propositivo passa anche, e soprattutto, da Frosinone.
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