L'EDITORIALE - Che sia un 2015 all’altezza dei sogni dell’anno passato
Mancano ormai poche ore e il 2014 sarà storia, arriverà il nuovo anno e tutto ciò che è successo fino ad oggi passa automaticamente nel libro dei ricordi, tutte le emozioni vissute faranno ormai parte del passato. Quest’anno i tifosi del Frosinone hanno avuto tanto da scrivere, tanto da imprimere nella memoria, perché le emozioni vissute in questo 2014 sono state tantissime.
Riavvolgiamo il nastro dei ricordi e rituffiamoci alle soglie del 2014 che tra poco va via. Ripartiamo da Ascoli Piceno, era il 5 gennaio e il Perugia comandava saldamente la classifica di Lega Pro. Ad Ascoli una gara che sintetizza l’intero anno dei canarini. Nel primo tempo Zappino para un rigore, nella ripresa Curiale segna su punizione. Una vittoria che permette alla formazione di Stellone di rimanere in scia della capolista. Poi nei mesi seguenti un periodo non troppo esaltante, qualche passo falso di troppo, qualche “segreto” o presunto tale inteso da altre piazze come qualcosa di losco. Un “segreto” pronunciato dal dg Salvini che aveva come compito quello di scuotere una squadra in crisi di risultati. L’effetto c’è stato e il Frosinone ha ricominciato la corsa.
Sono tante le immagini e le partite che i tifosi porteranno nei loro cuori. Possiamo parlare della vittoria al 97’ di Gubbio, che probabilmente ha dimostrato che questo Frosinone aveva due “attributi” così e che avrebbe lottato fino in fondo per tornare in serie B. L’immagine negativa della sconfitta a Perugia, con i grifoni a festeggiare e gli oltre 2000 tifosi giallazzurri che devono solamente rinviare l’appuntamento con la storia. La nostra mente poi passa per i play-off, passa per il pronto riscatto con la Salernitana, un 2-0 molto più complicato di quanto il risultato finale indica, con le reti provvidienziali di Paganini e Carlini, oppure passa attraverso il bolide al novantesimo ancora di Paganini contro il Pisa, che vale la finale, per non parlare della gioia incontenibile di Frosinone alla fine dei 120 minuti contro il Lecce, una gara nata male con la rete di Miccoli, ma conclusa con un trionfo. Ricordiamo la gioia collettiva, il capoluogo ciociaro vestito di giallo e di azzurro, i caroselli di auto, la festa in piazza, un traguardo sognato e raggiunto per la seconda volta nella storia.
La nostra mente poi va, anzi, torna in serie B. Il blasone delle avversarie, squadre come Bologna, Catania, Livorno, Bari e via dicendo ritrovate dopo qualche anno, l’emozione di immaginare il derby con il Latina tra i cadetti, l’emozione di tornare ad assaporare il calcio che conta, la certezza della costruzione di un gruppo consolidato, rafforzato con pochi ma mirati acquisti. E poi via, una dopo l’altra tutte le gare di B. Si parte dal Brescia, con il passato e il presente che si scontrano, Iaconi contro Stellone, si passa attraverso i passi falsi di La Spezia, ma che comunque danno la consapevolezza che il Frosinone non sarà una sparring partner. Negli occhi poi ci passano delle sfide che rimarranno nella storia, come le vittorie casalinghe contro Catania, successi ricchi di gol a Lanciano, o al Matusa, fortino inespugnabile, con Trapani e Livorno, oppure vittorie sofferte e meritate di Perugia o l’ultima casalinga con il Vicenza. No, non stiamo dimenticando lo storico 4-1 di Latina, un derby, il primo in B, che nessuno dimenticherà, arrivato dopo qualche periodo difficile ma conquistato con la grinta e con la superiorità di una squadra, spinta da un popolo intero. Quattro reti che portano le firme di Ciofani, Curiale e Dionisi, i tre moschettieri di Stellone. E poi il ritorno a casa, tremila persone pronte ad aspettare e a festeggiare una squadra intera.
Emozioni che ognuno porterà dentro di sé, scolpite nella memoria. Ognuno sceglie la preferita, il momento che racconterà ai nipoti e che racconterà con dovizia di particolari. Emozioni che lasceranno il segno per sempre, che rafforzeranno ancor di più il legame dei tifosi con questi colori.
Adesso non ci resta solo che sperare che il meglio di ieri sia semplicemente il peggio di domani, affinché tutti i sogni possano realizzarsi, perché i tifosi non smetteranno mai di sognare. Buon 2015 a tutti!
P.S.: qual è la nostra immagine del 2014 preferita? Senza ombra di dubbio il pianto a dirotto di capitan Frara dopo la rete che vale la serie B. Perché dentro quel colpo di testa c’era non solo la forza di un uomo che aveva qualcosa dentro e che se avesse giocato mille volte quella finale, avrebbe segnato il gol decisivo per mille volte, ma anche la spinta di un popolo intero, di una città e di una provincia troppo spesso bistrattate.