, il caso Ghedjemis svela i ritardi: cantiere aperto e rosa incompleta a 5 giorni dalla Juve
A questo punto l'ipotesi di una partenza di Farès Ghedjemis entro la fine del mercato non è un'eventualità astratta, bensì uno scenario concreto. Del resto, fin dall'inizio della sessione estiva il rischio di perdere il talento giallazzurro era ampiamente nell'aria. Con la precedente gestione del patron Maurizio Stirpe una cessione eccellente si sarebbe potuta definire già a giugno, con l'innesto preventivo di profili come Clara Vista; oggi, invece, si continua a trattare con gli acquirenti ma il finale rischia di essere drammaticamente lo stesso.
IL PARALLELISMO CON IL PASSATO – A cinque giorni dall'esordio in campionato fissato contro la Juventus, il Frosinone rischia di salutare la sua stella ritrovandosi con un quadro di criticità non indifferente: un solo attaccante di ruolo attualmente in rosa (Raimondo), una lunga lista di esuberi da piazzare e un organico complessivamente ancora incompleto. Col senno di poi, rileggendo le dichiarazioni e il duro sfogo rilasciato da mister Massimiliano Alvini nel post-partita di Coppa Italia, è evidente come il tecnico volesse abbracciare una serie di situazioni ben più ampie. La scorsa stagione il miracolo sportivo è stato costruito grazie a una programmazione chiara, condivisa e blindata fin dai primissimi giorni di luglio, arrivando addirittura a completare la rosa prima di lanciare la campagna abbonamenti.
IL RITARDO SULLA TABELLA DI MARCIA – Quest'anno, al contrario, nonostante la logica dei cambiamenti e delle novità portate dalla nuova proprietà americana, ci si sta affacciando al via della Serie A con un cantiere totalmente aperto e un'infinità di nodi da sciogliere. Forse, quel passaggio in cui Alvini spiegava di dover "conoscere e allenare i nuovi, adattandosi alle loro caratteristiche" rappresentava un messaggio trasversale e generale per ammettere che, stavolta, si è in ritardo sulla tabella di marcia e che ci sarà bisogno di tanta pazienza. Il Frosinone rischia di iniziare la sua avventura nella massima serie senza il suo elemento più brillante, con una coperta corta in avanti e una mole di lavoro enorme da sbrigare sul mercato: dinamiche che, è bene ricordarlo, non rientrano affatto tra le responsabilità dell'allenatore.
LE INSIDIE DELL'ESORDIO E IL LIVELLO DELLA CATEGORIA – Dunque se è vero che ad un tecnico è chiesto di allenare la squadra sul campo, è pur vero che dover preparare la prima giornata di campionato contro un avversario tra i candidati allo scudetto, con una rosa striminzita tra calciatori in ritardo di condizione ed esuberi inutilizzabili come è emerso dalla gara di Coppa Italia, non è affatto una questione semplice da gestire. La Serie A è ben altra cosa rispetto alla B, e la sola identità tattica che vuol dare Alvini ai suoi rischia di non bastare senza i giusti correttivi dal mercato.
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