TuttoB - Frosinone, ciclo finito. L'effetto Ventura e l'autogol di Tacopina

06.10.2019 01:00 di Tuttofrosinone Redazione Twitter:    Vedi letture
Fonte: TuttoB.com
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
TuttoB - Frosinone, ciclo finito. L'effetto Ventura e l'autogol di Tacopina

“La cosa più importante sarà ricreare motivazioni perché dopo la retrocessione c’è tanta gente un po’ delusa…”. Così parlava Alessandro Nesta all’atto del suo insediamento sulla panchina del Frosinone. Il tecnico capitolino era consapevole del compito che l’avrebbe atteso: restituire entusiasmo a un gruppo sfiduciato e con le gomme sgonfie, “facendo attenzione – ammoniva illo tempore – perchè si può correre il rischio di ricalcare il Crotone dell’anno scorso”, ritrovatosi suo malgrado a danzare sul filo della sopravvivenza in cadetteria. Una squadra, quella pitagorica, imbottita di grandi nomi, ma ormai satolla e svuotata di stimoli. Giunta alla fine di un ciclo. Proprio quello che è accaduto al Frosinone. E sorprende che chi di dovere non abbia preso atto di un'ineluttabile realtà. Sembrano così lontani i tempi in cui i ciociari, sotto l’egida di Stellone, fagocitavano la Serie B. L’attualità narra di una squadra smarrita e demotivata, avvolta nella spirale di una crisi che affonda le proprie radici in macroscopici errori di valutazione in sede di mercato. A cominciare dal mancato acquisto di uno ‘stoccatore’ capace di non far rimpiangere Daniel Ciofani e di massimizzare il volume di gioco espresso. Perché Novacovich, fascino esotico a parte, è una scommessa. Vinta o persa lo dirà il tempo. Molto opinabile anche la scelta di blindare a doppia mandata Ciano, garantendogli un contratto faraonico, dopo che il giocatore non aveva fatto mistero di aspirare ad una seconda chance in Serie A. Aggiungiamoci un drappello di ‘senatori’ che non sembra più avere molto da dire e/o dare (alla causa) nonchè un tecnico in confusione ed ecco spiegato il perché del deludente ruolino di marcia del Frosinone.

Chi vola è la Salernitana, corsara anche all’’Ardenza’. La truppa di Gian Piero Ventura ribalta il Livorno, dopo aver sofferto il 'tremendismo' amaranto praticamente per tutta la partita, e agguanta il secondo posto della classifica con 13 punti, uno in meno dell’Empoli capolista. Il blitz in terra toscana è da squadra di alto rango, sapientemente forgiata da un tecnico che incarna lo zenit della razionalità e del perfezionismo. La presenza in panchina dell’ex Ct della Nazionale è per tutti motivo di orgoglio e incentivo a fare bene. Emblematico il caso di Djuric, mattatore del Livorno: fino a pochi mesi fa era incompiuto e faceva urlare il cielo, oggi è decisivo e mette d’accordo chiunque. Quando la Salernitana recupererà tutti gli effettivi, ci sarà da divertirsi...   

E poi c’è il presidente del Venezia, Joe Tacopina. Che in barba al savoir-faire abbatte i protocolli della diplomazia e nella sala stampa del ‘Penzo’ lascia parlare la ‘pancia’ dileggiando l’ex Pinato, autore dell’autogol che ha consentito ai lagunari di riprendere il Pisa. Un’uscita infelice, che mal si coniuga coi valori dello sport tanto cari all’avvocato newyorkese.