TOP E FLOP – Frosinone, pomeriggio shock: tanti (troppi) volti negativi

 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 2064 volte
TOP E FLOP – Frosinone, pomeriggio shock: tanti (troppi) volti negativi

Il pomeriggio del ‘Matusa’ è un misto di amarezza e delusione per il Frosinone: dopo un mese e mezzo di astinenza alla vittoria, il Novara rialza la testa e sbanca con merito al Comunale, spingendo i frusinati momentaneamente fuori dalla zona promozione in fondo ad una lotta di muscoli e nervi, segnata dalla doppietta di Macheda e dal rigore di Galabinov. Inutile il forcing finale di Mokulu e compagni: il belga sigla il gol che riaccende la speranza, ma i cinque minuti di recupero non bastano per ribaltare un divario quasi impossibile da colmare. Si chiude con un tracollo giallazzurro la 36esima uscita stagionale dei ciociari, e tanti punti interrogativi nella testa di Pasquale Marino.

Andiamo alla scoperta dei volti positivi e negativi dell’incontro, analizzando i “Top” e “Flop” della gara…

TOP:

Benjamin Mokulu: strano il destino di questo “diamante nero” del Frosinone, che segna un gol tanto caparbio quanto utile a poco se non per issare una stinta bandiera che ne esalta le sue capacità da rapace d’attacco. Riesce a lasciare il suo timbro in una giornata tutt’altro che prospera. Oasi nel deserto.

Federico Dionisi: mobile, versatile, cerca di far male con la sua imprevedibilità. A metà primo tempo si rende autore di una straordinaria percussione palla al piede che porta al fallo da rigore, sfiora anche il ribaltone pochi minuti dopo in soluzione tiro-cross. Cala nella ripresa per legittime ragioni.

FLOP:

Il resto della squadra: questo Frosinone è davvero troppo brutto per essere vero. Prestazione da dimenticare immediatamente: lentezza, imprecisione, errori di distrazione... in questa gara vengono messi in luce tutti i difetti che non emergevano da tempo. E il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Pasquale Marino: pomeriggio da archiviare in fretta. Prestazione sottotono, risultato ampiamente deludente se confrontato a quelli delle dirette rivali al vertice. Ora si complicano molti aspetti: il cammino verso la promozione diretta, la situazione in classifica, l’aspetto psicologico della squadra. Un terzo posto che fa male, al quale bisogna sin da subito rimediare. A Terni l’occasione per riscattarsi, prima che sia troppo tardi. Mancano sei giornate alla fine del campionato, è questo il momento di scrivere la storia: bisogna avere la forza e il coraggio di tirar fuori gli attributi e forse anche di fare qualche scelta più coraggiosa di formazione.