Sandro Pochesci rischia il deferimento dopo lo sfogo contro la Nazionale

 di Tuttofrosinone Redazione Twitter:   articolo letto 2288 volte
Fonte: corriere.it
© foto di Federico Gaetano
Sandro Pochesci rischia il deferimento dopo lo sfogo contro la Nazionale

Ora rischia il deferimento. E magari anche la squalifica con l’accusa di slealtà sportiva. Per aver detto in maniera un po’ rude quello che molti pensavano sulla Nazionale italiana. E’ il destino di Sandro Pochesci, 44 anni di Roma, allenatore della Ternana che di colpo è diventato celebre in tutta Italia a seguito del suo sfogo in conferenza stampa finito in tv e sul web.

«Oltre che ad avere perso contro una squadra di profughi, ci siamo fatti pure menare. Ma che siamo diventati tutti «pariolini»? Il calcio italiano è finito. Ecco cosa accade a portare tutti questi stranieri in Italia: non c’è più un italiano che mena. Se andiamo fuori dal Mondiale perdiamo tutti: ci dobbiamo svegliare» questo il succo dell’attacco di Pochesci a Ventura e alla sua Nazionale. Del resto Pochesci, un passato nelle giovanili della Lazio, ma una carriera calcistica che si è fermata alla C2 (anche se c’è da segnalare una militanza anche nel Sassuolo che poi anni dopo salirà fino alla serie A), non è abituato a mandarla a dire. Non si allena per 4 anni il Torbellamonaca, squadra di un quartiere difficile della Capitale, se non si hanno le spalle più che robuste. La rabbia espressa in conferenza stampa è quella di chi essendo partito dalla gavetta vera ed essendo approdato finalmente con la Ternana al calcio professionistico, ha ancora fame di vittorie. E non sopporta che chi guadagna milioni all’anno non ci metta il cuore in campo. Poi però travalica il suo ruolo quando comincia ad attaccare il sistema e grida: «Le Primavere sono fatte da stranieri. Andassero a prendere gli italiani, non gli oriundi. La Svezia vale una squadra di Lega Pro e noi ci abbiamo perso». Parole che gli potrebbero costare care sul piano sportivo. Anche se dettate da amor di patria. Come spiega nel finale del suo discorso accalorato: «Abbiamo perso contro chi? Stiamo andando fuori dal mondiale e perdiamo tutti, noi addetti ai lavori, voi giornalisti. Perde l’Italia».