LE IMPRESE DEL 'MATUSA' - 11 giugno 2006: una storia diventata Leggenda

11.06.2019 07:00 di Tuttofrosinone Redazione Twitter:    Vedi letture
Fonte: Andrea Pontone
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
LE IMPRESE DEL 'MATUSA' - 11 giugno 2006: una storia diventata Leggenda

L'11 giugno non è un giorno come gli altri per la traduzione ciociara: è il coronamento di un sogno, di una lunga attesa durata decenni. La speranza di un intero popolo che, in quel pomeriggio meraviglioso, trovò finalmente la sua realizzazione. Era la finale dei playoff di Serie C1, con il Frosinone che giungeva al termine di un campionato nel quale riuscì a dare del filo da torcere in vetta al Napoli. Era la gara di ritorno, contro il Grosseto, dopo il match d'andata che si concluse sul risultato di 0-0. Ai canarini, in quanto miglior classificati, sarebbe bastato anche solo un pareggio. Il clima era tesissimo, l'atmosfera delle migliori: il Campanile imbandierato, gli spalti del 'Matusa' colorati di giallazzurro, lo sguardo impassibile di Ivo Iaconi seduto sulla panchina frusinate. Con il pubblico del 'Comunale' che, all'annuncio dello speaker, gridò ad alta voce quella formazione che tanto era già entrata nel cuore di ciascuno spettatore:

Zappino; Ischia, Antonioli, Pagani, Maggiolini; Morfù, D'Antoni, Perra, Fialdini; Ginestra, Mastronunzio.

Quel 4-4-2 magnifico, che quel giorno scrisse la storia. Era la sfida di Iaconi contro Massimiliano Allegri, vecchia conoscenza del calcio grossetano e attualmente uno dei migliori allenatori italiani in circolazione. Era un giorno nel quale era assolutamente vietato sbagliare per la compagine canarina, che all'apice di un percorso stagionale magico cercava di regalare un sogno all'intera Ciociaria. Così fu, anche se le cose non cominciarono benissimo: al 22' bomber Ginestra accusò un risentimento muscolare. Niente da fare: sostituzione. Al posto del centravanti entrò in campo Marco Martini, classe '79, acquistato a gennaio. Soltanto cinque minuti dopo dal suo ingresso sul manto erboso del 'Matusa', il giocatore sarebbe entrato nella storia del Frosinone: al 27', sfruttando un passaggio al bacio di D'Antoni, l'allora 27enne prese palla in piena area di rigore e con un mancino perfetto trafisse il portiere Rossi. Il pubblico del 'Comunale' esplose di gioia, consapevole di essere vicinissimo a un traguardo atteso da una vita. Il Grosseto finisce k.o., difatti nel resto della gara il Frosinone si limita ad amministrare il vantaggio senza correre rischi in difesa.

Alle 17:51 (non a caso il nostro articolo è uscito a questo orario) l'arbitro fischia la fine: Frosinone, è Serie B! Esplode di gioia il popolo ciociaro, festeggiando un traguardo meraviglioso, in un pometiggio che mai nella sua storia il club giallazzurro avrebbe immaginato di vivere. La tifoseria scende in campo a festeggiare insieme ai propri beniamimi: insieme a Capitan Antonioli, simbolo dello straordinario cammino della squadra, ad Ivo Iaconi, macchina funzionale della formazione frusinate, ed anche insieme a Marco Martini, il "bomber per caso" capace di mandare in estasi un'intera terra. In tribuna Maurizio Stirpe abbraccia suo padre Benito. "Hai visto, papà? È stato realizzato il tuo sogno. Il nostro sogno".