L’ANGOLO DEL TIFOSO SPECIALE CLUB - Parola al fondatore dei "Fedelissimi"

06.09.2015 12:00 di Francesco Santucci  articolo letto 1777 volte
L’ANGOLO DEL TIFOSO SPECIALE CLUB - Parola al fondatore dei "Fedelissimi"

Smisurata è la passione per i drappi gialloazzurri albergante nell’animo della Ciociaria tutta. TuttoFrosinone.com, da sempre accorto in maniera precipua all’opinione degli innumerevoli supporters canarini, quest’oggi ha contattato un popolare tifoso capace di vestire il prorpio amore per il Frosinone d'un abito di pragmatismo. A parlare è il fondatore del Club Fedelissimi, circolo attivo nell'organizzazione di trasferte e molto altro: Marcello Nanogidis

"È passato del tempo, oramai, da quando fondai i Fedelissimi. Presiedo questo club sin da quando, undici anni or sono, il Frosinone disputava la Serie C, pur se mi prodigo per le vicende gialloazzurre da tempi ben più lontani, da quando organizzai il treno che portò 2200 ciociari a Benevento. Per tre, quattro anni, purtroppo, a causa di mie personali vicissitudini sono stato costretto ad interrompere questo tipo di iniziativa fino a rigenerare, quest'anno, la realtà del circolo. La passione è grande: se si ama il Frosinone, non esiste ostacolo capace di inibire la propria fede.

Io mi auspico che il Frosinone rimanga in Serie A. Allo stesso modo, dovesse tutto andar male, spero si possa nuovamente assolvere in modo egregio alla Serie B. Per me, infatti, non v'è necessità di acquistare giocatori come Borriello o chissà chi. Bisogna, come si è fatto, cercare di formare una buona squadra nel rispetto dei parametri economici della Società così da avere possibilità di inserirsi, successivamente, in maniera duratura nel contesto di uno specifico tipo di gioco: quello di A. Io sono fermamente convinto che con questa formazione, tuttavia, ci salveremo. Del resto, se avessi dovuto pensare che il Frosinone si fosse adoperato nello spendere grosse cifre per poi retrocedere ed incappare in quelle che sarebbero state oggettive quanto consequenziali difficoltà o ristrettezze economiche nel torneo cadetto, mi sarebbe dispiaciuto e non poco. 

Personalmente nutro profonda stima nei riguardi del tecnico Stellone: fino ad oggi si è rivelato impeccabile ed è ovvio che necessiti di tempo per capire ed ambientarsi anche nella massima serie. A centrocampo, forse, ci sarebbe voluto un rinforzo supplementare, ma parlare dopo appena due giornate non è saggio. Son convinto, infatti, che soltanto il tempo indicherà con certezza le mosse da intraprendere così da rafforzare ulteriormente la nostra compagine. 

Sono rimasto rammaricato -continua Marcello- dalla trasferta di Bergamo. Essendo stata la nostra prima fuori casa in Serie A, mi sarei aspettato una mole di gialloazzurri oltremodo maggiore rispetto alle 190 persone effettivamente presenti all' "Atleti Azzurri d'Italia". Spero nei prossimi incontri fuori casa di poter assistere a ben più concreti esodi.

Riguardo l'ardua sfida che ora ci attende, credo che il Frosinone possa sconfiggere la Roma. Ho visto i giallorossi nella loro prima partita contro l'Hellas e son rimasto un po' a bocca aperta. Ora di sicuro i capitolini saranno galvanizzati dalla vittoria ottenuta ai danni della Juventus, esattamente come lo erano ancor prima di affrontarla. Hanno fronteggiato e sconfitto la compagine che per quattro anni consecutivi ha alzato lo Scudetto al cielo: è normale che abbiano il morale alto. Vedendo come questi hanno giocato contro l'Hellas, in ogni caso, io dico che giocando a Frosinone, nel nostro Matusa, per i "lupacchiotti" sarà dura. Lo sarà per tutte le compagini che dal Comunale dovranno passare. Il Matusa è il nostro fortino: la salvezza verrà costruita fra le sue mura. 

Alcune problematiche inerenti questa massima serie, ad ogni modo, sono evidenti. Basti pensare alle innumerevoli persone che speravano in un abbonamento salvo poi rimanerne senza. Purtroppo nessuno era preparato ad una simile situazione: all'inizio del campionato di B il nostro obiettivo era la salvezza. Soltanto alle ultime quattro partite ci siam resi conto che la A sarebbe potuta essere più di un sogno. Per ora, siam costretti a relazionarci allo status quo. Si squarcia il cuore al pensiero di tutte le persone che sempre hanno seguito il Frosinone e che non hanno modo di fare ingresso al "Comunale", ma ora come ora non c'è rimedio alcuno.

In futuro, tuttavia, questo malfatto cesserà d'esistere con il nuovo e ben più ampio stadio "Benito Stirpe". Son convinto che per l'impianto del Casaleno sia solo questione di tempo: credo nei nostri amministratori, credo in coloro che fin qui ci hanno portato. 
Abbiamo un Presidente che in Italia non ha pari. È una persona speciale, dinanzi a lui c'è solo da inchinarsi e dire grazie. 
Grazie a Maurizio, così come a Benito. Ricordo quando nel Club celebrammo la prima Serie B, c'era anche il Presidente: lui mi ha sempre detto che la soddisfazione più grande sarebbe stata portare il Frosinone in Serie A, lo aveva promesso al padre. 

Ha mantenuto la parola data".

Alcune immagini tratte dall'ampia sede del Club Fedelissimi ubicata in Via Maria, di fianco il noto locale "377" e costantemente fruibile alla totalità dei tesserati al circolo:

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