L'ANALISI - Un giorno che arriva e ti cambia la vita davvero

16.04.2018 14:30 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 1064 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
L'ANALISI - Un giorno che arriva e ti cambia la vita davvero

Un giorno che arriva e ti cambia la prospettiva. Direzione Serie A. Vero, il Frosinone contro lo Spezia non ha giocato alla grande, ha dimostrato di avere grinta e poco altro, ma quantomeno ci ha provato. È questo quanto si chiede alla squadra di Longo, il quale finalmente ha capito di dover ricorrere al 4-3-1-2. Il classico rombo, che garantisce più fluidità sugli esterni e soprattutto fa leva maggiormente sulle innumerevoli qualità della rosa canarina. Un cambiamento necessario. 

Il segnale rincuorante è uno: il Palermo, il Bari, il Perugia, il Parma... sono tutte messe peggio. E dici poco: Tedino rischia addirittura la panchina (a differenza di Longo, che non è mai stato in discussione e mai lo sarà fino alla fine della stagione), Grosso continua a destare perplessità, D'Aversa dimostra di essere discontinuo e il Perugia di Breda sembra aver perso entusiasmo. Per carità, i problemi ce li ha anche il Frosinone, e sono pure ben evidenti. Ma se ci si guarda in giro, non si trova di meglio. A questo punto è consigliabile tornare a lavorare sodo, con umiltà, per cercare di conquistare la promozione diretta.

Il fatto che il gioco non decolli, che il nuovo modulo sia ancora tutto da assimilare e che la squadra sia ancora debole dal punto di vista psicologico (vedi la difficoltà di gestire un vantaggio) suggeriscono che i canarini con l'Empoli possano giocarsela giusto a briscola. Ma il calcio è bello anche per questo: chi l'avrebbe detto che la Roma sarebbe passata contro il Barcellona? Testa al 23, dunque, per capire il reale valore di questa squadra. In mezzo c'è la sfida di martedì sera contro l'Avellino: sarà un bello spettacolo sugli spalti, i supporters giallazzurri si augurano anche i tre punti. La parola chiave è sempre la stessa: umiltà.

Ultima riflessione, riguardo due singoli: Mirko Gori e Nicola Citro. Nell'ultima sfida contro lo Spezia hanno sbagliato molto, troppo. Uno i passaggi, l'altro le occasioni da gol. Discutibile la scelta di affidare all'incontrista giallazzurro la cabina di regia, difficilmente assolvibile l'ex Trapani, che se avesse buttato dentro anche soltanto uno dei tanti palloni che gli sono capitati tra i piedi avrebbe potuto firmare il successo. La rabbia e la delusione, però, devono essere trasformate in energia positiva per rendere al meglio nelle prossime gare: testa a martedì, dunque, per dimostrare di essere in piena corsa per l'obiettivo Serie A. È proprio per questo che due vittorie nelle ultime nove partite sono un po' pochine: del resto, però, tutte le altre contendenti per il secondo posto stanno deludendo vistosamente. È arrivata l'ora, per il Frosinone, di approfittarne.