L'ANALISI – Occasione buttata

11.02.2018 12:00 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 512 volte
© foto di Federico Gaetano
L'ANALISI – Occasione buttata

Se ne va giù, la capolista, cedendo punti in classifica ed interrompendosi - almeno per adesso - nella sua cavalcata. Quello slogan così tanto sbandierato e tirato fuori dai tifosi canarini nel corso della precedente settimana ha trovato subito modo di essere cancellato, quantomeno per ora, dopo il tracollo del San Nicola di Bari. Certo, ce ne vuole per definire la sconfitta pugliese come una debacle, ma senz’ombra di dubbio il Frosinone avrebbe potuto (e dovuto) far di più: l’atteggiamento è venuto a mancare, soprattutto nella ripresa, ed ecco che gli avversari hanno ben saputo sfruttare quelle poche (ma buone) occasioni avute sui loro piedi.

LE CAUSE – Poca mobilità, scarsa efficacia offensiva, molta fumosità. Questo il riassunto della manovra giallazzurra in quel di Bari, spesso e volentieri lenta, priva di spunti e compassata. Inutile celarsi dietro la storiella dei 16 risultati utili consecutivi, che sì sono stati ottimi per una realtà come quella del Frosinone, ma non dimentichiamo che 9 di questi sono stati pareggi, il che per una squadra che punta alla promozione si tramuta in una mezza sconfitta.

LE CONSEGUENZE – Si sa, l’appetito vien mangiando, e tutti al primo posto ci avevano fatto gusto. Inutile, però, perdersi in rammarici, drammi e sconsolatezza: dal prossimo fine settimana si riparte, e si dovrà farlo con il piede giusto. La sconfitta del San Nicola dovrà, comunque, servire come lezione: il Frosinone deve ripartire da ciò che di buono ha costruito in questa prima parte di stagione, ma d’ora in poi inizia un nuovo campionato. Dove nulla sarà perdonabile: la media punti quest’anno è altissima e, oltre a NON perdere gli scontri diretti, servirà anche e soprattutto affrontare ogni partita con la giusta grinta e determinazione, senza dar nulla per scontato poiché nulla lo sarà.

LA SOLUZIONE – Nei giocatori ciociari dovranno rivedersi quella rabbia e cattiveria reduci dallo scorso 29 maggio, che ha cancellato i sogni di un intero popolo ma che, se vi sarà uno scatto d’orgoglio da parte della formazione canarina, potrà finalmente trasformarsi in una ferita totalmente rimossa dagli archivi storici giallazzurri. Nel calcio niente è già scritto. Anche la più forte delle squadre dovrà comunque sudare se vorrà imporsi ai danni degli sfavoriti avversari. Buffon ne sa qualcosa quando si vide beffato da Blanchard, ma questa è un’altra storia.

P.S.: se fosse entrata quella rovesciata di Ciano…