L'ANALISI - Le verità nascoste di Frosinone-Cesena

 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 1356 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
L'ANALISI - Le verità nascoste di Frosinone-Cesena

Longo ha dimostrato che il suo Frosinone può ottenere oltre a vittorie sporche anche pareggi sporchi.

Sin dai primi minuti di gioco il Frosinone si è imbattuto contro un Cesena dal baricentro talmente basso che Longo l'avrebbe potuto schierare nel suo tridente offensivo.

Gli ospiti passano in vantaggio su corner, ennesimo gol subito su calcio d'angolo dalla squadra canarina, al punto che la difesa giallazzurra comincia a temere più le palle inattive che un calcio di rigore avversario.

Dopo il pareggio di Beghetto, il Cesena si fa di nuovo avanti grazie alla doppietta di Laribi. In Vaticano hanno appreso che ciò accade a "ogni morte di Papa" e hanno scomunicato il giocatore.

Al 30', ecco l'episodio chiave della gara: Kupisz rifila una manata a Beghetto. A innervosire il polacco è stato il comportamento dell'ex-Genoa, che pare gli abbia chiesto cosa fa a Capodanno.

L'arbitro si consulta con il quarto uomo e indica il dischetto. Dionisi aspetta di poter calciare il penalty, ma i tempi di attesa sono troppo lunghi e nel frattempo gli ricresce la barba.

Nel secondo tempo Longo ha schierato in campo Matarese, il quale ha confermato di volersi mettere in vetrina con lo spirito giusto: il calciatore si è esposto davanti alla panchina giallazzurra tenendo in mano un cartello con su scritto "non toccare".

Nella ripresa i frusinati creano tantissimo, vanno in vantaggio ma hanno la sfortuna di venire raggiunti alla prima azione del Cesena. Nella storia del club.

La rete del 3-2 di Maiello dopo il tiro respinto da Perticone dimostra che il Frosinone non sa segnare senza triangolazioni.