L'addio del numero uno

09.07.2018 12:30 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 6654 volte
L'addio del numero uno

Lo aspetti per anni, il giorno in cui lui non ci sarà più. Te l'immagini commovente, straziante, ricco di emozioni, e invece te lo ritrovi così, leggendo l'elenco dei giocatori che prenderanno parte alla stagione 2018/19. I loro cognomi sono stilati in ordine alfabetico, ma d'un tratto ti accorgi che la lettera zeta non c'è. E lì capisci che il giorno tanto atteso è arrivato, ed è arrivato alle tue spalle. Ma la vita è questa, e gente come lui sa essere genio e sregolatezza anche in casi come il suddetto.

Massimo Zappino è il classico eroe che non ti meriti, ma di cui hai bisogno. Per anni se ne è rimasto lì, zitto zitto, ad incassare colpo su colpo ciò che a lui e al Frosinone è stato detto. Bersagliato dall'ignoranza delle curve avversarie che l'hanno fischiato in tutti i luoghi e in tutti i laghi, ha saputo prendersi la rivincita più grande portando di fatto con le sue mani (ah, quella parata col Crotone...) i canarini in Serie A. Per la prima volta nella storia.

Nella storia Zappino ci è entrato, eccome: Higuaín ha segnato al suo cospetto la rete che l'ha consegnato ai fasti della gloria del calcio italiano. Ha giocato all'Artemio Franchi, Zappino, ed ha anche tirato su una prestazione sugli scudi, nonostante il roboante passivo. Ha giocato come sapeva e voleva fare, con quel linguaggio del corpo meraviglioso, quel carisma da combattente e quell'autoironia che solo le persone come lui sanno avere. È stato un leader, in tutto e per tutto, e per la tifoseria ciociara sarà sempre quell'eroe che il 16 maggio 2015 - sotto la Nord - si è sporcato i guantoni per una buona causa.

La verità è che Massimo Zappino è un fenomeno. Assoluto, indiscusso, ma che nessuno ha mai compreso del tutto. Adesso se n'è andato, da quel manto erboso dello 'Stirpe' che ha potuto soltanto assaporare in qualche rara occasione. Ha visto il Matusa crescere, risorgere nel miglior modo possibile e morire nella maniera peggiore. Di esperienza ne ha fatta, tanta, e nel cuore dei tifosi ci è entrato fin da subito.

Vogliamo ricordarlo come è apparso pochi mesi fa, in un video promozionale per la campagna di crowdfunding indetta dal Frosinone Calcio. La raccolta fondi era destinata al miglioramento dello stadio ciociaro, e lui, con un felpone giallazzurro addosso e il pugno alzato stile uscita da corner, esclamò: "LA NOSTRA CASA, IL NOSTRO FUTURO!". Le carriere finiscono, vero, ma la sua energia, quella, non morirà mai.