Il Frosinone mette fieno in cascina, ma c'è ancora tanto da lavorare

Analisi post Frosinone-Livorno
23.10.2019 09:00 di Andrea Pontone Twitter:    Vedi letture
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Il Frosinone mette fieno in cascina, ma c'è ancora tanto da lavorare

Una prestazione altalenante, ma tre punti nel sacco per un Frosinone senz'altro duro a morire e fiero della propria cultura operaia. Quel che separa, del resto, la squadra di Alessandro Nesta dal Benevento capolista è un quid che si spinge oltre gli effettivi 9 punti di distacco in classifica dai giallorossi: se considerato il fatto che Brescia e Lecce - assoluti dominatori del precedente campionato cadetto - hanno conquistato e stiano cercando di confermare la propria presenza in Serie A servendosi del bel gioco, alla 'Città dello Sport' di Ferentino urge di conseguenza continuare a lavorare con tenacia per far sì che i meccanismi possano collaudarsi al più presto. Nesta segue i suoi princìpi: con il tempo, anche la squadra risponderà presente in maniera più vigorosa. Il calcio moderno, vien da sé, non può fare a meno di basarsi su trame di gioco scientemente elaborate e schemi eseguiti in modo perpetuo dalle pedine di gioco in campo (idee concepite, tra l'altro, già negli Anni '30 da un certo Hugo Meisl, padre del Wunderteam). Non è con i rimpalli, di certo, che si conquista la cima dell'Everest. Ma neanche quella del Monte Cairo. Recuperare Federico Dionisi sarà la prima missione: qualche screzio con il tecnico canarino (quella fascia da capitano revocata grida vendetta), ma anche la consolazione compiuta nei suoi riguardi da parte di Nicola Citro sotto la Curva Nord, a margine della sfida contro il Livorno. "Il bene si diffonde", diceva San Tommaso d'Aquino. Che sia di buon auspicio...