God save Andrea Beghetto

12.09.2018 18:30 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 1272 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
God save Andrea Beghetto

Il 70% delle azioni offensive del Frosinone, nel match dell'Olimpico contro la Lazio, si è svolto sul fronte destro del terreno di gioco. Se da una parte c'è stato un Francesco Zampano abile nel dribbling, con il passo giusto e la voglia di saltare l'uomo, dall'altra si è visto invece un Cristian Molinaro avaro di spunti offensivi. In queste prime tre uscite stagionali (quattro, se considerata la sconfitta in TIM Cup inflitta ai canarini dal Sudtirol) l'ex Torino ha dimostrato di saper tenere bene la posizione ma, a dirla tutta, poco altro: lo spirito di marcatura tutt'altro che effervescente in fase difensiva ed il mancato apporto in attacco potrebbero far sì che il tecnico Moreno Longo possa guardare altrove.

E questo "altrove" porta il nome di Andrea Beghetto. L'esterno mancino tuttofare che ha dimostrato l'anno scorso in Serie B di saper dare un contributo sostanzioso in propensione avanzata, al punto da fornire palloni decenti nel cuore dell'area di rigore. Il suo cavallo di battaglia è il cross, aspetto nel quale Molinaro riesce meno: 100% di traversoni sballati per lui in questo esordio stagionale. Non bene, se considerato che i centimetri di Perica lì davanti avrebbero potuto garantire una dominanza nel gioco aereo.

Beghetto attende, dunque, una chiamata da titolare. Per far sì che contro la Sampdoria, nella prima storia presenza del Frosinone in Serie A al 'Benito Stirpe', vi sia anche il suo debutto da titolare.