Frosinone - Contro il Novara è mancata costruzione attorno all'attacco, troppi gli errori individuali

 di Luca Frasacco  articolo letto 1866 volte
© foto di Federico Gaetano
Frosinone - Contro il Novara è mancata costruzione attorno all'attacco, troppi gli errori individuali

Se misterioso è stato il motivo del calo fisico e mentale complessivo del Frosinone nella partita contro il Novara, non sembra certo impossibile identificare le cause che hanno impedito, durante lo svolgimento della gara, di raggiungere la porta avversaria. Soprattutto nel primo quarto d’ora della ripresa, parte di gara dove i Ciociari hanno segnato più gol di tutte le squadre di Serie B, l’assalto giallazzurro ai pali di Da Costa è stato costante; le azioni offensive hanno visto aumentare la frequenza durante tutto il secondo tempo nonostante il gol di Macheda al 64’ avesse già pre-determinato il risultato finale. 

Se baricentro alto e possesso passa sono stati a favore della squadra di Marino, la poca furbizia ed poca efficacia negli ultimi metri del campo hanno impedito di impensierire la retroguardia Novarese. Tra i colpevoli di qualche azione non sfruttata al meglio c’è sicuramente Fiamozzi: cross fuori misura e passaggi sbagliati hanno favorito il compito della difesa avversaria, il giocatore è apparso molto propositivo ma poco efficace, fermato nel finale di gara da crampi alla gamba destra. Anche Danilo Soddimo, sacrificato per l’entrata di Benjamin Mokulu, non ha reso al meglio, privandosi di interpretare a suo modo la prima parte di gara; il suo naturale sostituto invece, Oliver Kragl, ha regalato alcune occasioni pericolose trovando, quantomeno, nel suo tiro da fuori, una valida alternativa alle tante opportunità precedentemente vanificate dai suoi compagni di squadra. La personalità di Mazzotta è stata sicuramente più influente ma spenta però nei secondi quarantacinque minuti, dove un idea collettiva, di cercare il varco nella fascia opposta e per vie centrali ha penalizzato il giocatore. Ciò che è più mancato insomma, oltre ad una determinazione collettiva, sembra essere stata la costruzione di un gioco offensivo accanto alle punte: nei dintorni di Ciofani, Dionisi non si sono creati i presupposti per poter attaccare efficacemente, quasi a dimostrazione che lo schieramento a specchio del 3-5-2 abbia fatto più danni del previsto.