Frosinone, ci vuole ottimismo in vista di Terni! I quattro aspetti per cui contro la Ternana può arrivare il riscatto

 di Andrea Pontone Twitter:   articolo letto 2153 volte
© foto di Federico Gaetano
Frosinone, ci vuole ottimismo in vista di Terni! I quattro aspetti per cui contro la Ternana può arrivare il riscatto

Non c'è scusante che tenga, non ci sono più attenuanti: il Frosinone si presenta a Terni con l'imperativo di tornare alla vittoria. La squadra di Marino, che non vede i tre punti dal trionfo esterno contro la Spal, deve riscattarsi dal periodo tutt'altro che roseo dal quale giunge, che rischia di macchiare l'impresa compiuta in Emilia oramai da un mese a questa parte. Ai giallazzurri sono bastate quattro giornate storte (tre pareggi e una sconfitta) per ritrovarsi dal primo al terzo posto della classifica. E ora, nella tappa più importante dell'intero percorso stagionale, ai ciociari non è più consentito di commettere un passo falso: il Leone deve tornare a ruggire.

La strada sarà ancora lunga, lunghissima, perché nonostante manchi davvero poco all'epilogo di questo campionato, le prossime sei gare saranno tutte fondamentali, nessuna più o meno delle altre. Per un rush finale di questa stagione che regalerà spettacolo. Il Frosinone si appresta a vivere il mese più importante della sua storia, poiché in palio c'è il futuro di questo club, ci sono i sogni e le speranze di un intero popolo che non possono (e non devono) svanire. Anche perché, stando a quanto dimostrato dai canarini fino alla vittoria di Ferrara, non è un caso che la formazione frusinate occupi da mesi i vertici della classifica.

SOLIDITÀ DIFENSIVA - A Terni tornerà Terranova, non presente contro il Novara per squalifica, ma assai poco ha influito la sua ultima assenza: se Russo (chiamato a sostituirlo) non ha sfigurato al cospetto di Galabinov e Macheda, i compagni di reparto Krajnc e Ariaudo non sono stati da meno. È lo spirito collettivo che dev'essere restaurato: la capacità di erigere una diga impenetrabile. Così come la Spal e il Verona sono state imprigionate nella cerniera giallazzurra, perché non avrebbero dovuto incappare nella trappola anche Cesena, Ascoli e Avellino? Il Novara, per giunta, ha addirittura dilagato, trovando i tappeti rossi stesi a terra che portavano a tu per tu con Bardi, provocando l'ira del portiere frusinate e compromettendo una gara finita poi in sconfitta.

SPINTA SULLA FASCE - Una delle criticità più evidenti emerse nelle ultime giornate è l'esaurimento di benzina da parte degli esterni di centrocampo: Marino al momento può contare solo su Mazzotta e Fiamozzi, complici gli infortuni di Matteo Ciofani e Paganini (che torneranno a breve). A risentire di tutto ciò sono proprio i due titolari, che giocano senza sosta da mesi e in campo cominciano ad accusare crampi. Ma è proprio questo il momento di stringere i denti e andare avanti, con la forza di non arrendersi mai e il coraggio di provare fino in fondo a realizzare un sogno coltivato da tempo. Nel calcio non vince chi corre di più, ma chi corre più astutamente e sa gestire al meglio le proprie forze fisiche, e gli esterni frusinati dovranno dimostrare di essere molto bravi sotto questo aspetto.

GLI ARTIGLI DEL COBRA - A Terni con molta probabilità tornerà dal primo minuto Mirko Gori. Il beniamino della tifoseria, il baluardo del centrocampo ciociaro. Marino potrebbe affidarsi a lui, simbolo di questa terra che non si arrende, emblema di questa squadra che ha dovuto stringere i denti e abbassare la testa. Ma ora è arrivato il momento di ritrovare fiducia, di alzare lo sguardo, di cercare un nuovo orizzonte: è questo il momento di scrivere la storia. Tutti insieme, con un solo obiettivo. Lui, il mediano della vecchia guardia, l'uomo dai grandi muscoli e dai mille polmoni. Sono passati anni, la squadra ha subito un restyling completo, ma lui è ancora lì, a rappresentare quell'intrigante e fantomatica figura del "dodicesimo uomo" che è il primo ad essere chiamato alle armi quando necessario. Ed è proprio lui, nel momento più difficile dell'anno, a dover risollevare la barca e a guidarla verso la rotta della gloria. Con lo spirito da leader e il cuore da leone.

QUALITÀ IN MEZZO AL CAMPO - I tre tenori in cerca dell'acuto vincente: Soddimo, Maiello e Dionisi, i palleggiatori del Frosinone, coloro i quali con la palla tra i piedi sono capaci di ogni cosa. Il primo, il fantasista numero 10, che deve tornare sulla retta via dopo essersi smarrito in quest'ultimo mese. Il neo arrivato, che sembra già un leader, con i suoi ricami e le sue giocate sul velluto a centrocampo, e infine il fuoriclasse, colui dal quale puoi aspettarti tutto in ogni momento. L'uomo che, anche quando sei in svantaggio di due gol a cinque minuti dalla fine, inventa un lancio raffinato e millimetrico dai 40 metri che manda Mokulu da solo lanciato verso la porta. Attenti a quei tre, che anche contro il Novara hanno avuto modo di regalare grande calcio: prende palla Maiello, stop al volo e tocco prelibato per Soddimo, che difende il pallone dal pressing avversario e accarezza il pallone per Dionisi, il quale - accerchiato da due difensori avversari - si alza la sfera e trova in palleggio la conclusione mirata nello specchio. È da loro che ci si aspettano queste cose, sono loro a dover far rientrare questa squadra nei giusti binari.