Ariaudo sull'esordio con la Juve: "Era una squadra piena di campioni"

10.01.2019 15:30 di Stefano Martini Twitter:   articolo letto 785 volte
Fonte: Tmw
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Ariaudo sull'esordio con la Juve: "Era una squadra piena di campioni"

Lorenzo Ariaudo, prodotto del settore giovanile della Juve e ora colonna della retroguardia del Frosinone ha rilasciato una lunga intervista al bimestrale Calcio2000, che esce in edicola domani con il numero 238. Il difensore Inizia con il raccontare la sua esperienza con la “scuola” bianconera...

“Innanzitutto ho un grande ricordo, sono stati anni bellissimi. E, poi, tanti insegnamenti. Ricordo una frase che ripetevano spesso: il nostro compito è quello di formare uomini prima che calciatori. L'esordio? Avevo 19 anni e c’erano stati diversi infortuni in difesa. In settimana avevo già giocato in Coppa Italia contro il Catania ed era andata bene (3-0 per la Juve, n.d.r.). La domenica avremmo dovuto giocare contro la Lazio, ma sinceramente non credevo di scendere in campo, almeno non dal primo minuto. Invece il mister (Ranieri, n.d.r.) dà la formazione e sono tra i titolari. Lì per lì non ho realizzato, forse l’incoscienza della gioventù, vivi tutto con più serenità e meno pressioni, di certo è un momento che porterò sempre con me. Anche perché alla fine la partita andò bene, abbiamo pareggiato 1-1 all’Olimpico e giocai anche una buona partita, senza commettere errori, che era già tanto…”.
 

In quella Juve c’era gente come Buffon, Del Piero, Camoranesi, Trezeguet, Nedved…
“Sì, era una squadra piena di campioni, gente che dà l’esempio con l’atteggiamento e non spreca tante parole. Però tutti hanno cercato di incoraggiarmi prima della partita. Ricordo molto bene cosa mi disse il portoghese Tiago nel tunnel degli spogliatoi: “Sai qual è la differenza tra giocare in prima squadra e in Primavera? Nessuna, fai quello che sai e vedrai che andrà tutto bene”.
 

C’era anche un Chiellini 25enne in quella Juve:
"Non avevo dubbi che sarebbe diventato un grandissimo, perché aveva una tenacia e una professionalità fuori dall’ordinario. Magari non è “elegante”, e questo forse lo penalizza un po’ nella considerazione generale, ma credo che un difensore debba essere innanzitutto efficace. E Chiellini è l’efficacia fatta a difensore. È fortissimo, uno dei migliori al mondo senza discussione e gliel’ho ribadito di persona anche di recente quando ci siamo affrontati. E, poi, è anche un bravissimo ragazzo: ogni tanto ci sentiamo, siamo rimasti amici. Persona splendida”.

Sassuolo, Genoa, Empoli, ma è a Frosinone che hai trovato la tua dimensione. Cosa è cambiato?
“Sì, è vero, qui ho trovato continuità e l’ambiente ideale per me. Qui sono cresciuto come calciatore e soprattutto come uomo: ho messo a frutto le lezioni della vita, ho fatto tesoro degli errori commessi e anche degli episodi sfortunati che mi sono capitati, come gli infortuni. Sono maturato, diciamo, ora mi sento molto bene e non ho nessuna intenzione di fermarmi…”.