L'ANGOLO DEL TIFOSO - Stefano D'Aversa: "Il rigore parato da Vigorito vale un gol. Ci attendono 15 finali e contro il Perugia sono contento se..."

20.02.2018 12:30 di Marco Barbaliscia  articolo letto 969 volte
© foto di Luca Marchesini/TuttoLegaPro.com
L'ANGOLO DEL TIFOSO - Stefano D'Aversa: "Il rigore parato da Vigorito vale un gol. Ci attendono 15 finali e contro il Perugia sono contento se..."

Come ogni martedì torna a farci compagnia la nostra rubrica "L'angolo del tifoso", dedicata alle idee dei supporter giallazzurri. Tutte le settimane un'intervista esclusiva: se volete essere voi i prossimi protagonisti, basta scrivere a 'info@tuttofrosinone.com' lasciando nome, cognome e account Facebook personale o numero di telefono. A parlare oggi ai nostri microfoni è Stefano D'Aversa, tifoso sempre vicino alla squadra giallazzurra ed attento osservatore della serie cadetta.

Ben trovato Stefano, come di consueto iniziamo conoscendoci un po' meglio: come nasce la passione per il Frosinone?

"La mia è una storia particolare, non sono uno di quei tifosi ai quali la passione per una maglia è stata trasmessa dalla famiglia: l'inizio del mio amore per questa squadra ha una data ben precisa, il 29 maggio 2005. Si giocava la gara di play off tra Frosinone e Mantova, partita purtroppo terminata con una sconfitta per 4-2".

Una prima volta amara: qual è invece un aneddoto che ricordi con più piacere e gioia?

"Anche in questo caso la memoria riporta a una sfida play-off, questa volta però dall'esito straordinario. Mi riferisco alla Finale vinta per 3-1 ai tempi supplementari contro il Lecce, nel 2014: come dimenticare le emozioni del minuto 116, quando Frara con il gol di testa sotto la Nord fece esplodere di gioia tutto lo stadio! Sono attimi impressi nella mente che porterò sempre con me".

Tornando ai giorni d'oggi, domenica contro l'Ascoli sono arrivati tre punti ma forse è mancata la prestazione. Che partita è stata dal tuo punto di vista?

"Una gara tutt'altro che semplice, ma c'era da aspettarselo: loro venivano da una sconfitta e nelle scorse giornate hanno vissuto dei momenti imbarazzanti, collezionando dei risultati negativi che li hanno relegati al penultimo posto in classifica. Sul piano del gioco e dalla prestazione non e stato il miglior Frosinone, quella squadra vivace e frizzante che eravamo abituati a vedere soprattutto qui al 'Benito Stirpe'. Ma se andiamo a vedere i fatti, i ragazzi di Longo hanno concesso poco all'Ascoli: due, tre occasioni al massimo in tutta la partita più l'episodio del rigore, secondo me ancora molto dubbio. La squadra ha tenuto bene ed ha saputo far male nei momenti giusti, portando a casa l'unica cosa importante: i tre punti".

La sorpresa più gradita è stato l'esordio stagionale di Vigorito: cosa ti ha colpito di più della sua prestazione? Ti aspettavi una gara così o temevi che il poco impiego avesse potuto incidere in negativo?

"Mauro Vigorito non è una sorpresa, anzi in questa categoria non è secondo a nessuno: ha alle spalle stagioni importanti ed è sicuramente un giocatore con tanta esperienza che ha saputo calarsi alla perfezione all'interno del gruppo. Appena ho letto il suo nome nelle formazioni ufficiali non ho titubato neanche un secondo. Mi aspettavo una prestazione positiva e il portiere sardo non ha deluso: i suoi interventi sulla punizione di Gigliotti prima e sul colpo di testa di Ganz poi sono stati strepitosi e poi è arrivata la ciliegina sulla torta. Il rigore parato in un momento delicato del match come il finale del primo tempo vale come un gol: è come se avessimo vinto 3 a 0!".

Mister Longo, per la prima volta, ha dato molto minutaggio a Konè, il nuovo arrivato in casa Frosinone. Come giudichi la sua partita? E' quello il suo ruolo o lo vorresti vedere impiegato in altre parti del campo?

"Konè è un giocatore che non ha bisogno di presentazioni, è un elemento di valore assoluto che sarà sicuramente utile alla squadra da qui sino alla fine del campionato. Non sarei meravigliato se il mister decidesse di schierarlo titolare nelle prossime partite: può giocare in qualsiasi ruolo del centrocampo e sono sicuro che Longo troverà la sistemazione migliore per l'ivoriano, d'altronde l'allenatore legge sempre tutto a pennello".

Sabato prossimo, intanto, arriva il Perugia, squadra di metà classifica ma capace già di battere il Palermo. Quale potrebbe essere l'insidia maggiore della gara? C'è un giocatore che temi particolarmente degli umbri?

"Quella contro il Perugia è una partita da vincere a tutti i costi, una di quelle sfide che va ben oltre i tre punti. Non mi piace fare pronostici ma sarebbe straordinario se a deciderla fosse un gol del nostro capitano, Daniel Ciofani, che a distanza di anni ha ancora un conto aperto contro la sua ex squadra. Dal canto loro gli umbri hanno diversi elementi importanti in rosa, due su tutti Mustacchio e Di Carmine, attaccanti molto seguiti nell'ultima sessione di mercato ma che la società perugina è stata molto brava a tenere con sé".  

Per finire uno sguardo alla classifica: Frosinone ed Empoli hanno preso margine dal Palermo, distante ora sei punti. Per il vertice è lotta a due o è ancora troppo presto per escludere i siciliani dalla corsa?

"Parlare di sfida a due sarebbe come fare una battuta: sei punti su una concorrente diretta alla promozione non sono da sottovalutare ma ancora è troppo presto per arrivare a delle conclusioni. Nessuno si sarebbe potuto aspettare due sconfitte consecutive per il Palermo, ma in questo campionato ne ho viste davvero tante: non dimentichiamoci, purtroppo, cosa è successo lo scorso anno. In questa Serie B la corsa rimane aperta fino a maggio su tutti i fronti, dalla promozione diretta ai piazzamenti play off, sino alle retrocessioni: ci aspettano 15 finali al cardiopalma".