INTERVISTA TF - Francesco Rondini (Avvocato Sportivo, Associazione Italiana Avvocati dello Sport): "Frosinone, rischio anche di punti di penalizzazione. La Corte Sportiva deve attenersi alla sentenza del Coni"

11.08.2018 17:35 di Andrea Mastrantoni  Twitter:   articolo letto 2573 volte
INTERVISTA TF - Francesco Rondini (Avvocato Sportivo, Associazione Italiana Avvocati dello Sport): "Frosinone, rischio anche di punti di penalizzazione. La Corte Sportiva deve attenersi alla sentenza del Coni"

Dopo la sentenza del Collegio di Garanzia del Coni abbiamo contattato i massimi esperti del settore per farci spiegare la sentenza e per comprendere fino in fondo cosa rischia veramente il Frosinone. Partiamo con l'avvocato Francesco Rondini, famoso avvocato sportivo e membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Avvocati dello Sport.

Innanzitutto ci può spiegare meglio questa sentenza? Tra ricorsi respinti, inammissibili e rinvii cosa ha sindacato veramente il Collegio? Concretamente cosa si deve aspettare il Frosinone?

Innanzitutto il Collegio di Garanzia dello Sport, ultimo grado di giudizio nell'ordinamento sportivo, ha stabilito che la Corte di Appello non ha pronunciato una sentenza equa rispetto agli ormai noti fatti che sono accaduti. Pertanto ora la Corte di Appello dovrà pronunciare una nuova sentenza attenendosi a sua volta alla sentenza del Collegio di Garanzia Coni.

Ciò però non vuol dire che al Frosinone venga data partita persa e di conseguenza venga condannata a tornare in Serie B a favore del Palermo. Anzi è più probabile che vi sia una nuova sentenza che magari aumenti la sanzione pecuniaria e le giornate di disputa delle gare a porte chiuse. O perché no eventuali punti di penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di serie A.

Ma è ipotizzabile ora un rinvio del campionato di Serie A per questa vicenda oppure è "fantascienza" e i calendari della Serie A sono "intoccabili"?

Il campionato può partire regolarmente sabato prossimo e non vi sarà una posticipazione. Infine quando vi sarà la nuova sentenza della Corte di Appello il Palermo se non si riterrà tutelato potrà ricorrere alla giustizia ordinaria ovvero al TAR del Lazio competente in materia.