SPECIALE TF - Parla il Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Chiarezza su stadio, investimenti, cifre e rapporto con Stirpe...

11.08.2015 16:00 di Francesco Santucci  articolo letto 4389 volte
Fonte: Francesco Santucci - TuttoFrosinone.com
SPECIALE TF - Parla il Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani. Chiarezza su stadio, investimenti, cifre e rapporto con Stirpe...

Le vicende inerenti l'edificazione del nuovo stadio Casaleno, di recente, hanno subito una rilevante evoluzione. La società del Frosinone Calcio, nella persona del Presidente Maurizio Stirpe, ha annunciato la propria volontà di compiere ingresso nella compartecipazione tra settore pubblico e settore privato voluta dall'attuale Amministrazione Comunale. Fine ultimo di questa fondamentale partnership, la realizzazione di una infrastruttura congrua ai canoni imposti dalla massima serie calcistica italiana. Sulla base di ciò, TuttoFrosinone.com ha contattato il Sindaco della Città di Frosinone Avv. Nicola Ottaviani il quale ci ha rilasciato una lunga intervista.

Signor Sindaco, in merito alla questione nuovo stadio Casaleno di continuo si fa un gran parlare. Il quadro generale che ne emerge, per di più, non di rado si mostra padrone d'una veste intricata. Potrebbe esporre, alla luce dei recenti e significativi avvenimenti, un punto complessivo della situazione attuale?

"Facciamo un po' di chiarezza ponendo innanzi tutto una importante premessa: l'Amministrazione Comunale non aveva uno stadio di Serie A, ma neppure di Serie B. La struttura del Matusa, alla quale siamo tutti affezionati, sotto il punto di vista della sicurezza così come sotto il punto di vista della fruibilità degli spazi presenta una serie di criticità che non la portano certamente ai primi posti tra gli stadi come qualità e quantità del servizio offerto. Ciò in relazione alla Serie A, alla Serie B, ma anche alla Lega Pro. 

Questo perché dopo la prima promozione del Frosinone in Serie B, quindi dopo il periodo 2005/06, non vennero fatti investimenti adeguati sulle infrastrutture comunali ed in modo particolare sull'impianto che doveva ospitare le competizioni sportive calcistiche. Anzi, a volerla dire tutta, i 3,8 milioni di euro che vennero spesi all'epoca per l'adeguamento del Matusa alle esigenze della Serie B avrebbero dovuto far parte del famoso impegno di 10 milioni che l'Amministrazione Comunale dell'epoca portò avanti con la Regione. Sarebbero dovuti essere soldi soltanto anticipati dall'Amministrazione Comunale e poi restituiti dalla Regione con il project dell'epoca, il vecchio project di quindici anni fa. Fatto sta che l'Amministrazione del tempo mai perfezionò  l'accordo con la Regione per cui, oggi, l'Amministrazione Ottaviani ha ereditato  il debito di 3,8 milioni relativo al rifacimento del Matusa nel 2005/06. Quella cifra, fino a due anni fa, è stata portata in bilancio come una perdita. Adesso, invece ,è inserita tra i tra i 50 milioni di debiti che stiamo spalmando. 

Quando è subentrata la nuova Amministrazione Comunale, tra gli obiettivi principali c'era quello di dare alla società di calcio uno stadio di livello ed all'altezza delle massime serie sportive calcistiche. Il primo importante passo verso questo fine è stato quello dello scorso anno, ovvero la risoluzione del contratto del vecchio project. Abbiamo convocato l'impresa che da circa quattordici anni aveva in programma di investire sull'impianto e le abbiamo comunicato la volontà di annullare un progetto fermo oramai da quattordici anni. Ciò è stato di grande importanza: precisamente fino a Giugno dello scorso anno, infatti, quando abbiamo operato la risoluzione del contratto, l'Amministrazione o un terzo soggetto privato non avrebbe potuto investire neppure un euro sul Casaleno esattamente a causa della vigenza vecchio project.

Quest'ultimo è stato annullato così da riprendere in mano la possibilità di investire direttamente o tramite terzi per poi fare uno stadio in due step. 
Dato che, in quel momento, la società di calcio era impegnata in investimenti relativi alla promozione dalla Lega Pro alla Serie B e quindi aveva in programma un piano nel quale non rientravano le infrastrutture sportive, l'Amministrazione si è adoperata mettendo insieme dei finanziamenti da anni fermi nelle casse comunali per altre opere pubbliche mai partite. In seguito, lo scorso anno, sono stati appaltati 4 milioni di euro di lavori con mutui della cassa depositi e prestiti che dovevano essere rimodulati. Mutui per i quali i cittadini pagavano già rate ed interessi, ma relativi ad opere pubbliche da anni bloccate. 

Se quelle opere non erano mai partite stava a significare che non erano indispensabili. Abbiamo, dunque, preso quei soldi e li abbiamo investiti su un impianto sportivo di proprietà comunale: il Casaleno. Abbiamo avviato le gare così da trovarci in avanti con le tempistiche della pubblica amministrazione che mai sono veloci, semplici o agevoli. 
Ciò nella volontà di procedere all'aggiudicazione definitiva soltanto quando avremmo avuto i soldi in cassa, ossia quando sarebbe arrivata l'autorizzazione della cassa depositi e prestiti. 

A Maggio 2015 dalla cassa sono arrivati i soldi ed a quel punto, abbiamo appaltato le opere. Opere che prevedono due step. Il primo è a carico dell'Amministrazione Comunale in quanto, questa, consegnerà da qui al prossimo autunno nel pieno rispetto del programma che ci eravamo posti e fissati, le opere per i 12'000 posti, ovvero l'impianto per la Serie B. Successivamente, essendosi registrata la promozione dalla B alla  A abbiamo reso possibile, con il progetto approvato, l'ampliamento dell'impianto da 12'000 a 16'000 posti, il minimo per la massima serie. Il minimo per la B, invece, è proprio 12'000 derogabile a 10'000.

Per allargare l'impianto tramite una spesa ulteriore, dato che noi abbiamo investito 4 milioni, ma per ultimare la struttura se ne necessitano altri 6, abbiamo previsto la procedura di compartecipazione pubblico privato. 
Sarà, dunque, il privato che andrà ad ultimare l'impianto portandolo a 16'000 posti realizzando anche i locali commerciali ed i servizi sportivi fitness. 
Per ritornare dell'investimento è stata resa disponibile una concessione ad un preciso numero di anni. Non si tratterà di un capitale speso a vuoto, quindi, ma sarà un capitale avente una propria remunerazione nella gestione delle aree commerciali.

Inizialmente, dato che non c'era interesse da parte della squadra di calcio perché occupata in investimenti tra calciatori, strutture sportive come Ferentinello e quant'altro, siamo andati avanti con altri privati. Nello stesso momento in cui si è registrata la disponibilità del Presidente Stirpe, però, abbiamo riaperto i termini della procedura venendo incontro alle esigenze della società sportiva. 
Abbiamo allungato, così, il periodo di concessione. Non più venti o trent'anni, come nell'ipotesi iniziale, ma novant' anni per permettere alla squadra di calcio di poter dilazionare l'investimento e soprattutto di poterlo ammortizzare nel ritorno economico finanziario della struttura. 

L'Amministrazione ha accolto la manifestazione d'interesse del Frosinone con grande favore e disponibilità. In questo modo, anziché avere a che fare con due soggetti privati per la gestione delle parti commerciali e per la gestione degli impianti sportivi, si ha la possibilità di negoziare soltanto con un gestore. 

E’ questo il quadro di tutta la vicenda. 

Se non si fosse attivata l’Amministrazione lo scorso anno, anche se noi lo avevamo fatto in ragione della Serie B e non e non della Serie A, non si sarebbe potuto attivare il primo step di natura pubblicistica, ovvero relativo a gare e quant'altro. 

Per ultimare lo stadio, poi, una volta che il tutto in autunno verrà consegnato da parte dell'Amministrazione Comunale, il Frosinone valuterà due ipotesi: dato che, ad oggi, le disponibilità non ci sono, se il credito sportivo concederà le risorse necessarie per operare l'ultimazione dell’impianto, le strutture sportive e le strutture commerciali verranno realizzate direttamente dalla società sportiva. Se il credito sportivo non dovesse mettere a disposizione la provvista e quindi non dovesse concedere il mutuo o non dovesse farlo con una certa celerità, allora ci potranno essere altri privati. O quelli che in questo momento hanno manifestato il proprio interesse nei confronti dell'Amministrazione o altri che potrebbe trovare la stessa società di calcio. Nell’eventualità, questi prenderanno la concessione e metteranno a disposizione della compagine gli spazi sportivi . In questa maniera terzi privati gestiranno le strutture commerciali e la squadra potrà contare su una struttura sportiva per un periodo di novant’anni. 

E' chiaro che noi saremmo più contenti della prima ipotesi, ossia della gestione integrale da parte della società di calcio. 

La situazione, pertanto, è più semplice di come tante volte è stata descritta. Oggi, rispetto a quello che ha fatto l'Amministrazione Comunale, non cambia nulla. Sin dall'inizio l'Amministrazione ha messo in chiaro di poter arrivare fin dove possibile, ovvero al 60/70% della realizzazione dell'opera. I soldi per il completamento totale non ci sono, ma se pure ci fossero stati è più giusto che il lavoro venga completato dai privati. Saranno questi a gestire l'operazione, del resto.

Quanto è avvenuto completamente rientra nel solco di ciò che lo scorso anno 
abbiamo programmato. Comunque vada, le esigenze del Frosinone Calcio saranno salvaguardate. 

Dopodiché, a seguito dell'incontro convocato per Martedì scorso, il Presidente Stirpe ha dichiarato di ringraziare l'Amministrazione Comunale per l'enorme lavoro svolto. Lavoro relativo sia alla disposizione dei programmi economici finanziari che alla progettazione del nuovo stadio con la consegna dell'impianto da 12'000 posti in autunno. 
Questo, per noi, è stato un grande riconoscimento. 
Il Presidente ha rilevato, inoltre, come solo mediante la compartecipazione tra pubblico e privato oggi sia possibile andare avanti. 

A conferma di ciò, basti guardare alla vicenda della A.S. Roma. James Pallotta mette a disposizione un miliardo di euro, ma non riesce ad investire a causa della burocrazia. Se ad agire è solo la pubblica amministrazione non ci sono i soldi, se ad agire è solo il privato non ci sono le procedure: la compartecipazione rappresenta l'unica chiave di volta utile a procedere nella realizzazione delle infrastrutture.

Nel caso specifico del Casaleno, stiamo portando avanti un qualcosa di simile all'esperienza di Udine. Rispetto a questa, però, siamo un passo avanti: a Frosinone, infatti, le infrastrutture che il pubblico mette a disposizione del privato sono di numero maggiore.

C'è grande collaborazione tra la società di calcio ed il Comune di Frosinone poiché questo significa valorizzare le risorse che ci sono, sia pubbliche che private". 

La realizzazione del nuovo stadio comporterà, come da Lei evidenziato, una imponente attività di cooperazione tra Comune e Frosinone Calcio. Acclarato ciò, risulta lapalissiano affermare che i rapporti fra Amministrazione e Società rivestiranno un ruolo di primaria importanza. In relazione alla Sua persona ed a quella del Presidente Stirpe, però, si è parlato anche di primedonne fra di esse in competizione. Tra le parti c’è sintonia?

"Coloro che parlano di primedonne forse hanno poca memoria. L'unico concetto di primadonna era quello di una vecchia trasmissione televisiva nella quale figurava Eva Robin's: primadonna perché si trattava prima di una donna che poi è diventata uomo. Sia il presidente Stirpe che il Sindaco Ottaviani, grazie al cielo, sono ben lontani da quello che era il concetto di Eva Robin's e quindi il senso televisivo di quella trasmissione.

La realtà dei fatti, ad ogni modo, è ben diversa. Soltanto la massima collaborazione, come già si è registrata, tra pubblico e privato consente al pubblico di arrivare dove non arriva il privato e viceversa. Quando le risorse sono poche, queste vanno centellinate e portate avanti con il massimo raziocinio. E' chiaro che quando c'è un euro a disposizione, quell'euro vada investito a favore del territorio, delle imprese e della collettività.  Stirpe ed Ottaviani non possono permettersi il lusso di non razionalizzare le risorse, come normalmente non se lo permettono: questo fa parte della loro storia.  Né tantomento ci si può permettere di non efficientare i tempi per la realizzazione delle opere.

Stirpe ha dimostrato come, senza gettare soldi dalla finestra, ma puntando sul collettivo e sulle risorse individuali, sia possibile portare una squadra in Serie A. Ciò senza investimenti di centinaia di milioni, ma semplicemente galvanizzando il collettivo e portando avanti nella giusta maniera i contratti con i singoli calciatori. 
Ha dato prova di estrema concretezza ed efficienza.  Noi questo esempio lo abbiamo colto nella pubblica amministrazione: con risorse scarse stiamo mettendo a frutto ed a sistema le opere pubbliche che fanno parte del demanio comunale. C'era un impianto fermo da quarant’anni che si chiamava Casaleno, un impianto nel quale esistevano già delle opere infrastrutturali importanti come i sistemi idrici, i sistemi fognanti ed i sistemi infrastrutturali. Sarebbe stato un grande peccato non veniale, ma finanziario, gettare alle ortiche questo primo step di patrimonio pubblico.

Quelle opere erano state valutate attorno ai 6 milioni di euro, dunque l'Amministrazione disponeva già di 6 milioni di valore. 4 milioni di nuove opere sono state finanziate dall'Amministrazione Comunale, mentre per i 5/6 milioni relativi alla costruzione della parte sportiva ed i 4/5 di quella commerciale, era giusto che l'Amministrazione stessa si rivolgesse ai privati e non alle casse comunali, così da attivare il secondo step. In corso d'opera si è registrata la disponibilità del Frosinone nel diventare il partner dell'Amministrazione gestendo in proprio la struttura per novanta anni ed è chiaro, metaforicamente sono stati stesi tappeti rossi e soprattutto è stata ringraziata la compagine sportiva guidata dal Presidente Stirpe per questa volontà. Come Amministrazione abbiamo così avuto un problema in meno trovando il partner ideale per ultimare i lavori relativi alla parte sportiva e per dare corso ai lavori per la parte commerciale.

Si consideri, infine, anche il caso Matusa. Tutte le opere sono sì state finanziate da parte del Frosinone, ma l'Amministrazione Comunale con tutta la struttura pubblica e quindi l'assessorato alla cultura, ai lavori pubblici, alle manutenzioni ed all’ambiente ha lavorato insieme alla squadra di calcio giorno e notte per arrivare tempestivamente alla definizione di tutte le procedure amministrative. Queste, altrimenti, rischiavano di diventare delle pastoie burocratiche vanificando l'investimento della società. 

Questo è l'esempio di come la pubblica amministrazione metta a disposizione soldi o, quando non ne abbia, metta a disposizione la semplificazione delle procedure amministrative.

C’è enorme sintonia e questa grande collaborazione mi sembra abbia già dato buoni frutti. Continuerà a darne anche per il futuro".