L'ultimo saluto a Moreno Longo, l'allenatore della promozione esonerato dallo Stirpe

21.12.2018 13:30 di Luca Frasacco   Vedi letture
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L'ultimo saluto a Moreno Longo, l'allenatore della promozione esonerato dallo Stirpe

Aveva conosciuto il Frosinone, per la prima volta da allenatore il 30 dicembre 2016, col panettone ancora nello stomaco. E che conoscenza. Due strette di mano, quelle di La Mantia, che sancirono una clamorosa vittoria della sua Pro Vercelli sui giallazzurri di Pasquale Marino allo stadio Silvio Piola. Quasi due anni dopo, un altro 2-0, stavolta contro il Sassuolo, gli costa la panchina da allenatore del Frosinone. 
L'incompatibilità netta con la piazza, l'appellativo di integralista da scollarsi, e qualche errore di troppo commesso nelle strategie difensive   (soprattutto contro le big) hanno condizionato l'obbligata scelta del presidente Maurizio Stirpe. Una scelta che nella sua utopica gestione aziendale non sarebbe mai stata presa; ma il calcio si sa... è passione, sentimento, entusiasmo, tutte cose che il Frosinone ha perso domenica scorsa, e nonostante Moreno Longo lasci a Frosinone più estimatori di quanto i suoi nemici possano pensare non c'era altra strada percorribile se non quella dell'esonero, soprattutto dopo averle provate tutte: dalla lettera ai tifosi per cercare di calmare le acque, al ritiro infinito ed occasionalmente riproposto per contribuire ad unire la squadra sopperendo così ai problemi di una preparazione estiva e di una stagione preparata (per le cause più varie) in fretta e furia. 


Longo era arrivato a Frosinone per correggere quel progetto iniziato con Pasquale Marino e poi fallito inaspettatamente, riproponendo il 3-5-2 sfruttando un mercato fatto da pochi innesti ma di qualità per la Serie B; sperando di lanciare qualche giovane salvo poi essere inghiottito dalla necessità di fare risultato: strizzava l'occhio a Matarese e dava una spinta a Volpe; ma c'era una promozione da conquistare. E di questo a Longo va dato merito. E per questo Longo verrà ricordato. Con determinazione ha trascinato la sua squadra, vittoria dopo vittoria, nelle prime posizioni in classifica rivoluzionando radicalmente la comunicazione rispetto alla spenta tranquillità di Pasquale Marino; la sua squadra non è stata una macchina da guerra, ma qualche aiuto dalle avversarie sembrava potergli concedere la promozione con la regular season. Invece ha vissuto l'incubo di Floriano, ha ricompattato l'ambiente arrivando a tentoni alla finale play-off, che i meritati risultati stagionali gli hanno concesso di giocare allo Stirpe. Già proprio lo Stirpe. In Serie B Longo lo ha prima battezzato, poi lo ha sposato adagiandosi con comodità nella cultura e tra la gente ciociara, ma proprio lì è finito il suo percorso, e la sua ultima vittoria tra le mura amiche risale proprio a quella magica notte di giugno. La corsa verso il campo al gol di Ciano, la commozione, il sollievo. Niente potrà cancellare quella notte. Nessuno -avendo seguito il campionato- potrà togliere a quel gruppo il merito di aver conquistato la promozione. 


Ma il campionato di Serie B è finito tardi, l'estate è passata in fretta (soprattutto per la società) e l'inizio della Serie A ha colto impreparati tutti. Dopo qualche sfogo di Longo contro una tournée ricca di amichevoli inutili, e le lamentele per un gruppo inferiore alla concorrenza, l'amara conseguenza è stata l'inerzia del risultato. 
Moreno è stato esonerato dallo Stirpe, dal popolo ciociaro, che prima si è permesso di prendere in giro la squadra, con gli "olè" al possesso palla avversario, ricordandogli che le probabilità di "giocare di sabato" l'anno prossimo saranno altissime, e poi ha inveito direttamente contro l'allenatore. "Longo vattene" si cantava da tutti i settori dello stadio, un coro non unanime ma diffuso, con il mister rimasto a seguire la partita in piedi, a braccia conserte o con le mani in tasca. Il segno finale di rassegnazione di una squadra che non lottava, a cui Longo ha provato a trasmettere tutto senza trovare risposte dal campo. Al termine della partita ha dichiarato di non voler abbandonare la nave, ma qualche ora dopo negli uffici dello Stirpe, la dirigenza si riuniva per sciogliere gli ultimi dubbi sul nuovo allenatore. De Biasi e Baroni si sono sfidati per un posto sulla panchina del Frosinone, Longo quella stessa sera pensava di avere un altro paio di partite a disposizione, ma era già troppo tardi. Il panettone glielo avevano già tolto i tifosi.